Cut Copy

In Ghost Colours

2008 (Modular Interscope) | electro-pop, dance

Gli australiani Cut Copy nacquero nel 2001 come progetto solista del dj e graphic designer Dan Whitford (voce, tastiera, chitarra). Dopo un relativamente lungo periodo di studio per tracciare le possibili cordinate da attuare in musica, reclutò nel giro di due anni gli altri due membri del gruppo: Tim Hoey (basso, chitarra) e Mitchell Scott (batteria). Da lì a poco seguì un onesto, ma innocuo debutto, "Bright Like Neon Love", necessario comunque per scaldare i pulsanti motori che ritroveremo qualche anno dopo. Passabile, forse, ma in fondo già sentito, e comunque niente in grado di poter sollevare i sederi dalle nostre sedie.
Dopo aver girovagato in tour in lungo e largo, hanno aperto i concerti di noti gruppi quali Franz Ferdinand, Bloc Party e soprattutto Daft Punk. E la masticazione del french touch è lì che brilla, ieri come oggi.

"In Ghost Colours" arriva a ben quattro anni di distanza dal predecessore e può contare sulla produzione di Tim Goldsworthy (Dfa), tutto fuorché un nome qualsiasi nella categoria di coloro che, dopo aver ascoltato new wave a colazione e cena, hanno lanciato sulle piste da ballo una micidiale sintesi di post-house (avete presente la raccolta del 2004 "Dfa Compilation #2"?).
Innumerevoli gli assemblaggi, le fusioni, i rimandi che i Cut Copy riescono a mettere in fila con invidiabile sicurezza. Il tutto evapora a distanza di ben quattro anni dal debutto e possiamo ben dire che studi e freschezza propria regalano finalmente un mix di trasversali citazioni che si condensano con personali attitudini da musica da ballo.

"In Ghost Colours" è, a un primo ascolto, il classico lavoro dall'ascolto facile. Canzoni che si susseguono piacevolmente, magari da mettere su mentre ci si prepara per la classica uscita del sabato sera.
Le ombre dei numi tutelari New Order sono presenti e accompagnano i Nostri lungo le quindici tracce dell'album, sebbene ci appaia alquanto riduttivo bollare l'operazione come mero omaggio estetico a un tipico sound 80's che pure è ben presente.
Quando le orecchie avranno fatto il callo, pur rimanendo intatta l'immancabile piacevolezza di cui sopra (e non è poco), si apriranno nuovi spiragli, nuove possibili chiavi interpretative.

"In Ghost Colours" è l'album coloratissimo che promette di essere, ma pian piano avanza il fantasma del titolo. Nei corollari che intervallano più di un brano, si fanno largo spettri scheletrici e incrinati: quasi impercettibili attimi di decostruzione del genere. Si pensi ai sussurri che rimbombano in "We Fight For Diamonds", all'inizio scricchiolante di "Voices In Quartz", alle sospensioni di "Visions", alla coda di "Eternity One Night Only", che quasi sembra essere uscita dalla mente di Panda Bear.
Non bisogna però scordare che "In Ghost Colours" è innanzitutto un lavoro che ci presenta una manciata di ottime canzoni, qua e là addirittura circoscrivibili a noti ascolti indie-rock.

L'iniziale "Feel The Love" sintetizza bene l'anima dell'opera, dove le chitarre acustiche si fanno base synth ed emergono insieme a tastiere, vocoder e coretti che si situano a metà strada tra i 60 e gli 80. Sia "Out There On The Ice" che "Lights And Music" possono ricordare tanto i già citati New Order quanto le pulsazioni electro del miglior Tiga. "Hearts On Fire" è il pezzo che ci proietta con eccitazione in pista, un crescendo di tastiere che architettano una house non riconciliatoria, a differenza dei più solari saltelli indotti da "Nobody Lost Nobody Found" e dal suo incessante basso.

Per il resto si va dalla ballata soft/psychedelic "Strangers In The Wind" (ma sono parecchi i momenti dove riecheggia in sottofondo il bagno chitarristico psichedelico, come sembra voler suggerire la copertina dell'album) al quasi rock 'n' roll di "Unforgettable Seasons" (proviamo a immaginare il cantato di questa canzone riarrangiato e gridato da Bruce Springsteen davanti a migliaia di persone...) dallo psych-folk di "Midnight Runner" con il suo stratificare voci che si fanno eteree, all'elettrizzante cavalcata melodica di "So Hunted".

Scenario ideale: festa in spiaggia, prime luci dell'alba. Le danze si avviano alla conclusione. Ultimo fuoco d'artificio: inserire nello stereo e frullare a proprio piacimento "In Ghost Colours" per chiudere in bellezza la notte. Balleranno, vi ringrazieranno. E chi non lo farà... beh, può essere escluso dalla vostra prossima festa!

(12/05/2008)

  • Tracklist
  1. Feel The Love
  2. Out There on the Ice
  3. Lights and Music
  4. We Fight for Diamonds
  5. Unforgettable Seasons
  6. Midnight Runner
  7. So Haunted
  8. Voices in Quartz
  9. Hearts on Fire
  10. Far Away
  11. Silver Thoughts
  12. Strangers in the Wind
  13. Visions
  14. Nobody Lost, Nobody Found
  15. Eternity One Night Only
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