Le canzoni di Andrew Bird non finiscono mai: sono come un canovaccio in continua evoluzione. Prendete ad esempio l’ultimo “Noble Beast“: ci sono voluti dieci anni (e l’ausilio degli svedesi Loney, Dear), perché dal seme della vecchia “The Confession” sbocciasse l’aria romantica di “The Privateers”. Oppure prendete il recente concerto italiano, in cui Bird ha pensato bene di sfoderare non la “Darkmatter” che tutti conoscono, ma la sua primitiva versione, abbozzata anni fa con il titolo di “Sweetbreads”…
Non c’è da stupirsi, allora, che il nuovo Ep del songwriter di Chicago – che trae spunto dall’episodio più frizzante e brioso di “Noble Beast”, “Fitz And The Dizzyspells” – abbia l’aspetto di un continuo gioco di specchi con l’album maggiore, di cui si propone come la diretta appendice. Un controcanto che ha il fascino dei mondi possibili, pur non aggiungendo nulla a quanto mostrato da Bird nel suo ultimo lavoro.
“Ten-You-Us” baratta il morbido tappeto ritmico di “Tenousness” con un delicato arpeggio acustico di marca Donovan, scivolando tra iscrizioni minoiche e suggestioni lusitane per suggellare uno di quei teoremi esistenziali di cui Bird è maestro: “Love of hate acts as an axis / First it wanes and then it waxes”. “See The Enemy” non è altro che una variazione sul tema di “Anonanimal”, in cui le percussioni si fanno più squadrate per assecondare il gioco di allitterazioni. E la breve conclusione strumentale di “The Nightshade Gets In It” riecheggia in lontananza i versi della title track, immergendoli nell’atmosfera di improvvisazione in cui prendono forma le composizioni di Bird.
Il processo di metamorfosi segue il percorso opposto in “Sectionate City”, che traduce in forma di canzone l’omonima divagazione strumentale già presente nell’Ep “Soldier On”: l’avvilupparsi del violino sulla sua andatura caracollante è il motivo migliore per non trascurare questo Ep. Il resto appartiene al regno delle delizie per completisti: un’occasione per riscoprire la brillantezza di “Noble Beast” secondo una differente prospettiva, in attesa della prossima trasfigurazione.
29/05/2009
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