Danny Norbury

Light In August

2009 (Lacies) | modern classical, ambient

Già collaboratore di artisti dalle collocazioni eterogenee quali Nancy Elizabeth, The Boats e Library Tapes, il violoncellista di Manchester Danny Norbury si era altresì segnalato per un breve ma intenso mini 3’’, “Dusk”, pubblicato nel 2007 da quella autentica fucina di nuovi talenti che è la piccola etichetta Static Caravan.
Giunge quindi adesso il suo debutto con un album vero e proprio, “Light In August”, nel quale sono raccolte dieci istantanee intime e cinematiche, che confermano recisamente il minimalismo espressivo di Norbury e la naturale propensione all’understatement, adeguatamente filtrata dall’essenzialità del solo pianoforte, in veste di unica alternativa o accompagnamento al violoncello.

Come la maggior parte dei lavori incentrati principalmente su questo strumento, “Light In August” non sfugge a una sostanziale difficoltà d’approccio e a un senso di inquietudine malinconica e cullante. È tuttavia evidente lo sforzo di Norbury di convogliare le sue composizioni – in prevalenza brevi e scarne – verso pacate tonalità armoniche, che pervadono di sobrio romanticismo il connubio tra pianoforte e violoncello (“Small Field”) oppure si intersecano elegantemente con fondali sordi e uniformi (“All The Stars Are Out Tonight”, “Aspen Trees”).
Dalla poco più di mezz’ora del lavoro, non emerge tuttavia con nitidezza il senso di oppressione di composizioni tutte notturne e riflessive né affiorano componenti spiccatamente emotive. Le suggestioni ispirate dai brani non si lasciano invece andare a immaginari oscuri né a facili impennate emozionali, poiché la sobrietà delle trame pianistiche e la modulazione del violoncello sembrano invece pervase da finalità essenzialmente descrittive, conseguite attraverso texture ovattate, che soprattutto nelle piéce pianistiche (“Love Woke Me Up”, “Interlude”) assumono connotati concettualmente ambientali, altresì confermate dalla cello ambience di “I Turn Off The Last Light And Close The Door”, brano che cresce di struttura e di spessore, rivelando l’affinità con Library Tapes tanto negli elementi quanto nelle modalità compositive.

Il fluire del lavoro sembra seguire quasi un percorso di progressiva stratificazione delle strutture, palesato dal parallelo incremento di intensità di note che si dischiudono in vortici e loop inquieti ed elegiaci, che nel volgere di pochi brani sostituiscono all’affettata staticità della parte centrale il vibrante profluvio armonico che trova esito liberatorio nel crescendo catartico della breve title track e soprattutto nella struggente solennità di “This Night Is For You And For Me”, con ogni probabilità il brano che meglio rappresenta l’essenza stilistica di Norbury, riuscendo a fonderne gli elementi con grazia e forza evocativa.

L’album è completato da un bonus-cdr dalla durata di ventuno minuti e comprendente due diversi brani dal vivo, il romantico inedito “Goodnight” e due interessanti rielaborazioni in chiave moderatamente elettroacustica, una delle quali a firma The Boats. Soprattutto queste ultime dimostrano l’ampiezza di spettro delle composizioni di Norbury, lasciando intravedere la possibile applicazione futura dell’ulteriore elemento elettronico alla densa fragilità espressa in “Light In August” attraverso pochi sussulti e compassate descrizioni un’emozionalità soltanto latente.

(06/08/2009)

  • Tracklist
  1. The Morning Star
  2. Small Field
  3. All The Stars Are Out Tonight
  4. Love Woke Me Up
  5. Aspen Trees
  6. Interlude
  7. I Turn Off The Last Light And Close The Door
  8. Light In August
  9. This Night Is For You And For Me
  10. The Evening Star
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