Röyksopp

Junior

2009 (Astralwerks) | elettronica, pop

La grande distanza stilistica fra i due gioiellini di casa Röyksopp, l'internazionalmente acclamato "Melody A.M." e il quasi altrettanto riuscito "The Understanding", è confermata da "Junior", ultima fatica del duo norvegese. La direzione del nuovo corso sembra infatti protendersi ancor più verso forme espressive maggiormente attente alla fruibilità di massa, al gusto radiofonico o a quello danzereccio strictu sensu. La lontananza dai paesaggi atmosferici del disco d'esordio è forse paradossalmente ridotta, causa un richiamarsi di suoni e qualche passaggio strumentale, ma il cuore di "Junior" va a pulsare completamente altrove. La voglia di suonare d'impatto emerge palese facendo un semplice giochino delle ispirazioni - o delle citazioni - sparse qui e lì. Possono a ragione farsi i nomi degli Air, di Madonna, dei Depeche Mode, dei Daft Punk, di Moroder.

Quello di "Junior" è un suono sempre più europeo: si prenda ad esempio il singoletto di lancio, quella caramellosa giostrina chiamata "Happy Up Here", che immette sulla costruzione classica dei norvegesi (pare di sentire la vecchia "Eple") una bella dose di scanzonatezza marcata Astralwerks e spruzzi di french touch. I brani cardine, quelli più rappresentativi, sono concentrati a inizio album. Le fascinose asperità di "The Girl And The Robot", che portano in pista un contrasto dai sapori quasi synth-pop con le romanticherie del violino, o ancora il delicato carosello per elettronica accartocciata di "Vision One", fotografano quanto meglio possibile l'evoluzione dei Röyksopp.
La focalizzazione dei colori non pare mancare alle sapienti mani del duo: a non convincere sino in fondo è però la loro reale capacità di dare anima a questa forma espressiva. Il meglio infatti arriva quando le ambizioni da, passatemi il termine, popstar vengono messe da parte e si lascia spazio al mero suono. Vale a dire le code dei brani o, ancor di più, la fantasia strumentale di "Röyksopp Forever", nei cui attacchi di archi vengono scaricate tutte le istanze romantiche e classicheggianti del duo.

La conferma che le soluzioni provate in "Junior", per quanto ben realizzate, non siano proprio nelle corde dei Röyksopp la fornisce il fatto che forse il brano migliore è una sorta di riempitivo, di b-side di "The Understanding", ossia una distesa e trasognata ballata elettro-pop, "You Don't Have a Clue". Per il grosso qualitativamente l'album si limita a ballonzolare sulla linea della gradevolezza (l'altro strumentale "Silver Cruiser", il divertissement "Miss It So Much"), talvolta scavallandola di poco ("This Must Be It"), talatra scendendovi al di sotto ("True To Life"). L'unico brano di rottura rispetto allo stile dell'album è "Tricky Tricky", specie di incubo ossessivo giustamente affidato - ancora una volta - alla voce di Karin Dreijer dei Knife.

A conti fatti è difficile negare che la progressione dell'entità Röyksopp incappi in una brusca frenata: "Junior" non rinverdisce i fasti passati né tantomeno i recenti, trova brani senza dubbio generalmente efficaci ma comunque parecchio lontani dalle alchimie cui i Röyksopp ci avevano abituato. Vien fuori un disco a fuoco, ma tendenzialmente spersonalizzato: tanto piacevole all'orecchio quanto privo di quello spessore necessario a farne sedimentare il ricordo.

Brani migliori: "The Girl And The Robot"; "Röyksopp Forever"; "You Don't Have A Clue"; "It's What I Want".

(24/03/2009)

  • Tracklist
  1. Happy Up Here
  2. The Girl And The Robot
  3. Vision One
  4. This Must Be It
  5. Röyksopp Forever
  6. Miss It So Much
  7. Tricky Tricky
  8. You Don't Have A Clue
  9. Silver Cruiser
  10. True To Life
  11. It's What I Want

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