Andy Partridge

Powers

2010 (Ape) | space age pachelor pad music

Richard M. Powers, illustratore di fantascienza e grande erede del surrealismo, ha lasciato un profondo segno nella fantascienza mondiale, è quantomeno comprensibile dunque, pur se poco tempestivo, che un album di suggestiva space age pachelor pad music onori l’artista scomparso nel 1996. Se aggiungiamo la firma di Andy Partridge alla creazione dei bozzetti sonori che decantano la forza creativa dell’arte di Richard M. Powers, si ha la certezza che omaggio miglior non poteva esserci.
 
Sciolte le feste del gruppo Xtc, Andy Partridge è sempre più impegnato a esplorare nuovi territori per coltivare le sue aliene alchimie sonore; mentre in altre occasioni (“Monstrance”, “Orpheus”), il musicista di Swindon appariva prigioniero di cliché avanguardistici, questa volta “Powers” raggiunge il climax senza inutili elaborazioni concettuali.

Le dodici tracce dell’album, prive di titolo e di numerazione, rappresentanto un autentico tributo al fascino mesmerico e avanguardista dell’illustratore americano. Pur ripercorrendo soluzioni sonore a volte prevedibili, Andy Partridge sembra aver catturato il fulcro del versante più descrittivo e meno leggero della corrente stilistica, Esquivel, Arthur Lyman, Martin Denny sono i riferimenti naturali, ma sembra opportuno citare anche i Three Suns, Dick Schory, Leo Addeo e altri autori non primari del genere.
 
Suoni a volte gradevolmente rudimentali e ingenui che stimolano il versante più ancestrale della memoria onirica, spazi vuoti con tracce di orchestrazioni minimaliste che risvegliano suggestioni sopite dalla nuova generazione di scrittori di fantascienza.
Un viaggio nella memoria che Andy Partridge compie senza retorica. Al di là della pertinenza con la space age pachelor pad music, Partridge non trascura tutta l'influenza che la fantasy ha esercitato sui musicisti del passato o contemporanei: la terza traccia ad esempio lega le prime intuizioni della musica cosmica dei Tangerine Dream di "Atem" con le enunciazioni esoteriche di gruppi contemporanei come gli Air di "The Virgin Suicides" e Craig Armstrong, conservando un tono descrittivo più rarefatto e mesmerico.
 
Non c'è traccia di noia o di forzatura nelle note dell'album, che sfiora la dilatazione sonora nella quarta traccia prima di elaborare un mini racconto sci-fi con voci e suoni che sembrano provenire da un atterraggio alieno, generando così una pantomima che rimanda alla beffa mediatica di Orson Welles.
Tutto l'album lievita su note apparentemente simili ma geneticamente discordanti; i toni si incupiscono nell'ottava traccia, quasi a richiamare l'ascoltatore distratto e sfuggente, le tensioni emotive si screpolano e tutto sembra diventare più palpabile (traccia nove, traccia dieci), ma le regole del gioco non concedono spazio all'emozione.
 
Andy Partridge ha creato una scatola perfetta per le sue allucinazioni fantascientifiche, elaborando, senza perdere il contatto con l'opera del grande illustratore americano, quadretti sonori di intenso fascino, il risultato non solo stupisce ma affascina e coinvolge.
La maturità dell’artista si concretizza nella sua abilità nel rendere necessario ciò che per altri è futile: "Powers" è la sconfitta definitiva delle perplessità che molti nutrivano per le ambizioni sperimentali dell'artista inglese e la collaborazione con Stuart Rowe dei Lighterthief per la video-sequenza che accompagna la pubblicazione dell’album è un altro tassello importante nel percorso artistico attuale dello swindoniano folle, un capitolo di rilevo per uno dei musicisti più creativi della musica inglese Resta da segnalare che l’album esce in solo 500 copie fisiche per poi essere disponibile solo in download: catturatelo se potete. 

(03/09/2010)



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