Sembrano venire dal paese delle creature selvagge di Spike Jonze, gli scalpitanti folkster Brilliant Beast. Nel loro immaginifico autoritratto, invitano ad avventurarsi negli anfratti più remoti della foresta per scoprire la loro voce: "abbiamo bocche che fremono di aprirsi in cori di gratitudine e gambe che si liberano della loro stoica postura e scivolano in un movimento frenetico". Il loro esordio, "Bestiary" (in download gratuito su Bandcamp), mantiene fede alle aspettative, con un ardente rincorrersi di sghembe sarabande e nenie agresti.
A guidare le danze è Jordan Porter, giovane songwriter di St. Paul, Minnesota, con già alle spalle un album solista ("Sea Songs And The Senator"). I Brilliant Beast non hanno paura di confessare la loro passione per i Neutral Milk Hotel: e in effetti, il marchio di Jeff Mangum e soci lascia un segno inconfondibile sull'impellente irrequietezza di brani come "Early Burglary" e "Faces". Tra spigoli e battimani alla Violent Femmes ("Take It All Away") ed escursioni dalle parti degli Okkervil River ("Secretary"), a conquistare la ribalta è il fiddle della sorella di Porter, Hannah, che prende anche in prestito il microfono per l'apologo dal sapore antico di "Serpent's Tongue". Non resta allora che unirsi al coro sul rotolare country di "The Man That You Love": "So dry your eyes and sing along / To the lyrics of your favourite song".
23/12/2010
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato
La "nueva escena chilena" si arricchisce di una band formidabile, tanto poetica quanto contundente
Gli svedesi intercettano la malinconia all'insegna di un etereo dream-pop
Il convincente debutto della giovane londinese che guarda all'America