Andrea Chimenti è uno di quegli artisti italiani considerati intoccabili. Assieme a nomi quali Giorgio Canali, Marco Parente e Paolo Benvegnù rientra nella ristretta cerchia di musicisti alternativi che raramente hanno sbagliato un colpo e che hanno sempre mantenuto una profonda coerenza di fondo in qualsiasi progetto abbiano portato a termine.
Chimenti ritorna con un nuovo disco a cinque anni dal precedente "Vietato morire", e lo fa con dodici tracce d'autore che alternano sapientemente momenti di introspezione a eleganti e incisivi uptempo.
Sono lontani i tempi nei quali i Moda erano una delle band di punta dal nuovo rock italiano, dividendo la scena con Litfiba, CCCP, Diaframma. Oggi Chimenti (che dei Moda era l'indiscusso leader) fa del buon songwriting preferendo (almeno su disco) sussurrare anziché incendiare, e ciò non significa che non sia in grado di provocare rivoluzioni estatiche nei nostri cuori.
Noi comunque lo preferiamo quando tiene le battute un po' più alte, e rintracciamo in "Vorrei incontrarti" la canzone perfetta del lotto, cover di un vecchio Alan Sorrenti targato 1972. Ne "Il cielo che si avvicina" segnaliamo un duetto con la brava Valentina Cidda dei Kiddycar.
Qualche sbadiglio è inevitabile in corrispondenza delle tracce più (sonno)lente, il che impedisce al disco di ottenere almeno mezzo punto di più nel rating. Ma i colpi di coda realizzati con "Era di notte" e "Qualcosa cambierà" garantiscono al caro Andrea una sufficienza più che meritata, grazie anche all'ottima prestazione vocale che lo conferma una volta di più come il David Sylvian italiano.
Molto meglio di qualsiasi recente Fiumani, quasi ai livelli del miglior Benvegnù.
07/07/2010
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