DAWES - Nothing Is Wrong

2011 (Loose)
country rock

Mentre gran parte della scena rock americana sembra in cerca di contaminazioni avveneristiche, è salutare e confortante la scelta artistica che al secondo album caratterizza la musica dei Dawes.

Tutto suona limpido, solare e poco innovativo in “Nothing Is Wrong”, un album di country-rock che omaggia Eagles, Jackson Browne, Jimmy Webb e la ricca stagione del rock da FM.

Quello che apparentemente sembra il punto debole, ovvero la prevedibilità, è invece il cardine della proposta del gruppo, un sound naturale che senza improvvisi colpi di coda o di genio offre un set di canzoni piacevoli e scorrevoli.

Armonie corali che onorano la tradizione di Crosby Stills, Nash & Young, un sound garbato privo del maschilismo di molte band americane, un set di amici funzionali all’insieme dell’album e soprattutto la supervisione di Jonathan Wilson alla produzione, che garantisce sonorità amabilmente anni 70.

Mai spettacolare, ma fresco e rigenerante come la brezza in un afoso pomeriggio d’agosto, “Nothing Is Wrong” si regge su una serie di ottime song ricche di sfumature, dal riff alla ByrdsTom Petty di “If I Wanted Someone” al morbido paesaggio folk-psych di “Moon In The Water”, passando per innocue pagine pop (“Fire Away”) e nostalgiche ballad (“My Way Back Home”), l’album scivola con inatteso piacere.

Il sound diretto e privo di trucchi scava nelle radici del country e del rock americano senza perdere fascino, il jingle-jangle ricco di malinconica felicità che apre l’album con l’accattivante “Time Spent In Los Angeles” profuma di libertà e amicizia on the road, mentre “Nothing Is Wrong” è un racconto ricco di personaggi e situazioni confortevoli, un colorito prodotto vintage che non usa toni enfatici per celebrare un passato sonoro sempre amabile.

Resta solo una leggera perplessità sul tono eccessivamente derivativo del sound e anche del songwriting, che se in “Nothing Is Wrong” funziona e stimola, rischia di arenarsi in futuro in un cliché. Le ottime armonie vocali, le leggere inflessioni blues di “So Well” e la forza poetica di “A Little Bit Of Everything” sembrano in grado di garantire un futuro alla band e la floydiana “Million Dollar Bill” indica un buon punto di contatto tra le nuove pulsioni dei Fleet Foxes e la miglior tradizione americana. Ora non resta che aprire una buona birra, sedersi sulla riva di un lago e godersi questo frammento di old-good-music prima che la voglia di nuovo vi trascini verso altri lidi meno confortevoli.

24/08/2011

Tracklist

  1. 1. Time Spent In Los Angeles
  2. 2. If I Wanted Someone
  3. 3. My Way Back Home
  4. 4. Coming Back To A Man
  5. 5. So Well
  6. 6. How Far We’ve Come
  7. 7. Fire Away
  8. 8. Moon In The Water
  9. 9. Million Dollar Bill
  10. 10. The You Laugh
  11. 11. A Little Bit Of Everything