Amenra

Mass V

2012 (Neurot)
post-hardcore

Eccezion fatta per gli Isis, che hanno messo fine a questa angoscia qualche anno fa, qual si voglia sostenitore di qual si voglia gruppo post-whatever deve ormai fare sempre i conti con un ineluttabile assioma. Dice questo principio: tanto più ci si inoltra nella discografia di una band, tanto più si potrebbe serenamente scommettere sulla parabola discendente della stessa. Fatta eccezione per gli Om e pochi (pochissimi, facciamo fatica persino a ricordarcene) altri, è difficile che qualcuna di queste realtà sia passata incolume al giro di boa del terzo disco.
Qualcuno si ammorbidisce, qualcun altro la butta tra doom e stoner banalotto oppure dà via al toto-special-guest, altri ancora credono che basti aggiungere un'anticchia di tecnologia (synth, tastierine vari ed eventuali) per fare la differenza. Passano una manciata di mesi e, in genere, il gruppo annuncia il proprio scioglimento. E se non lo fa, sarebbe meglio se lo facesse. Noi i nomi non li abbiamo fatti ma, ad essere un po' dentro la scena, crediamo di aver scoperto soltanto l'acqua calda.

Sugli Amenra, ammettiamolo pure candidamente, non erano stati molti a scommettere qualcosa di più oltre la soglia del secondo disco. Eppure, ci crediate o meno, i nostri non solo hanno raggiunto l'invidiabile traguardo del quinto (più un “Live” e almeno una decina tra split, Ep e singoli), ma l'hanno raggiunto in un modo che i tanto nominati Ufomammut potranno sempre e solo leggere nelle recensioni altrui, ossia: evolvendosi. Laddove evolversi non voglia dire solo giocare d'aritmetica sulla durata delle tracce. Così quelli che un tempo sfornavano dischi stortissimi e apocalittici, quelli che hanno raggiunto il proprio personale spannung per "voglia di complicarsi la vita" nel 2009, col monumentale “Mass III-II + Mass IIII” - una raccolta con inediti che frullavano in soluzioni pseudo-sperimentali Swans, EyeHateGod e Opeth nello stesso malsano minestrone - adesso sfornano un disco puro e semplice (nella migiore visione degli etimi) che a stento raggiunge i quaranta minuti di durata.
Sembra essere passato un decennio da quando editavano tre split per album (passando dai The Black Heart Rebellion agli Oathbraker agli Hive Deastruction), ma sono passati solo pochi mesi. Un potenziale decennio dopo, i protagonisti di quelle controverse operazioni si ritrovano a unire nuovamente le forze per un nuovo disco. Con un ritrovato aspetto lugubre, fin dalla veste grafica, che si ferma al bianco e nero di un paesaggio spettrale, gli Amenra vagano su medesimi territori musicali ma lo fanno con la sensibilità e la fermezza consona di chi il genere lo suona dal 2002 e con la professionalità e l'estro di chi ormai può permettersi il logo di casa Neurot.

Le trame sono oscure e cimiteriali, il miscuglio insito nel senso di pesantezza si scioglie, ma solo in parte, nei tredici minuti di “A Mon Ame”: senza dubbio, una delle vette mai raggiunto dalla band. Importante è in particolare il contributo di Steve Von Till, impegnato qui a creare una nuova pasta al sound dei belgi, depennando tutte quelle sovrastrutture che in passato ne avevano ammorbato l'umore generale e la resa globale.
“Mass V – May Truth Reign Down On You”, tuttavia, resta un album monolitico asservito all'egemonia del riff hardcore (e anche delle linee vocali, che molto ritornano a ricordarci i Converge, come su "Mass III", il loro album imprescindibile) e del drone sulfureo.
I versi disperati o depressi di Colin H. Van Eeckhout non si prestano mai alle sperimentali riletture jazzy o avantgarde degli Ascend di Greg Anderson. Al massimo si fanno tenui e pulite, come nell'intro alla conclusiva “Nowena | 9.10”, intelligibili ad avere un titolo a caso finanche dei romani Novembre nella propria discografia. Il riferimento stilistico-storico-culturale a un genere ormai da almeno un lustro alla canna del gas è ovviamente palese, eppur si muove, grazie agli Amenra (e a Von Till) verso piacevoli variazioni su tema.

22/12/2012

Tracklist

  1. Dearborn And Buried
  2. Boden
  3. A Mon Ame
  4. Nowena | 9.10




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