DUKE SPECIAL - Oh Pioneer

2012 (Adventures in gramophone)
chamber pop

Peter Wilson (a.k.a. Duke Special) ha incrociato il successo con il suo secondo album “Songs From The Deep Forest”, ma il suo animo neoclassico lo ha tenuto lontano da uno show-business in constante ricerca di nuovi idoli pop. Non gli manca, ciononostante, un look affascinante, né la purezza lirica che arride ai poeti, e le sue amicizie sono di quelle che contano.

Un’intensa e stimata attività live continua a seminare nuovi adepti per le mirabili costruzioni orchestrali dei Duke Special; il concerto a due pianoforti con Neil Hannon e lo scambio di repertorio tra i due musicisti resta una delle cose più emozionanti da vedere su Youtube. Dopo aver così sperimentato l’incontro con il teatro e la letteratura nel trittico “The Stage, A Book & The Silver Screen”, Peter Wilson torna a mettere a disposizione della pop music la sua vena creativa.

“Oh Pioneer” è l’album destinato a raccogliere i frutti di una carriera ricca di fascino e coerenza stilistica: gli archi svolazzano garbati e mai invadenti, il glockenspiel diventa presenza fissa del mosaico sonoro dei brani, il piano trascina le malinconiche liriche dell’autore fuori dal grigiore della quotidianità. Il lavoro contiene una serie di potenziali hit-single che farebbero la gioia di molte star, ma i testi hanno una profondità che difficilmente riuscirebbe a conquistare le vette della classifica.

Piano, fiati e morbide percussioni si consolidano in un suono teatrale, vittoriano e neoclassico, ma l’irlandese dai vistosi dreadlock preferisce affondare il coltello nel cuore per estrarre una sensibilità da esploratore dell’animo.

L’album risulta quindi ricco di spunti melodici caratteristici della musica inglese, dotato parallelamente di frammenti che rievocano Philip Glass e Queen, disposti in atipica sequenza, ma capaci di far vibrare armonie pop che i Keane inseguono da anni. Piano e voce prendono spazio al centro di vortici di synth, i fiati si adagiano su percussioni e strumenti occasionali. La teatralità da opera-rock di “Snakes In The Grass” si contrappone al dream-pop di “Punch Of A Friend”, formando un gioco di opposti che si rinnova nel testo della classicheggiante “Condition”.

La voce cristallina, a volte confidenziale, si adagia sul valzer di “Nothing Shall Come Between Us”, nobilita il soffice groove quasi caraibico di “Stargazers Of The World Unite (A Love Song For Atronomers)” e evita i cliché emozionali del pop nella romantica ballad “Always Been There”.

Un’uniformità sonora apparente si dilegua così dopo alcuni ascolti, evidenziando mid–tempo dai suoni imponenti (“Lost Chord”) e ambiziose composizioni da musical (“My Lazy Saviour”).

Peter Wilson non tradisce le sue direttive sonore e affida a due eccellenti episodi le sperimentazioni più ardite dell’album: le tentazioni tecnologiche contagiano la costruzione a specchi infranti di ”Little Black Fish”, un brano di puro art-pop che richiama i Blue Nile di “A Walk Across The Rooftops”, mentre i continui cambi di atmosfera e chiave armonica candidano “How I Learned To Love The Sun” come il brano più intenso del disco.

“Oh Pioneer” è un passo deciso verso soluzioni più pop; la musica dei Duke Special resta però sempre in bilico tra ambizioni e fruibilità rischiando di restare purtroppo appannaggio di una ristretta schiera di fan. Alcuni momenti di questo ultimo progetto hanno comunque la forza necessaria per attirare un pubblico più ampio: un eventuale successo sarebbe una giusta ricompensa alla sua coerenza e inventiva.

28/09/2012

Tracklist

  1. 1. Stargazers Of The World United (A Love Song For Astronomers)
  2. 2. Little Black Fish
  3. 3. Punch Of A Friend
  4. 4. Snakes In The Grass
  5. 5. Condition
  6. 6. Nothing Shall Come Between Us
  7. 7. Lost Chord
  8. 8. My Lazy Saviour
  9. 9. How I Learned To Love The Sun
  10. 10. Always Been There
  11. 11. Twice Around The Island

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