DUKE SPECIAL - Hallow

2017 (Words & pictures)
chamber pop

Teatro (Bertolt Brecht), canto (Ruby Murray), fotografia (Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Paul Strand), narrativa (Paul Auster, Mark Twain) e ora poesia (Michael Longley): sono queste le suggestioni culturali con le quali Peter Wilson (aka Duke Special) continua a flirtare, proseguendo il suo personale tragitto musicale, caratterizzato da un romanticismo leggermente vaudeville, a tratti intenso e drammatico.

Il musicista irlandese ha suonato con Ray Davies, Neil Hannon, Marie Brennan, Ed Harcourt, Matt Hales, è stato nominato nel 2007 per molti premi, tra i quali il Mercury Prize, nel 2008 ha vinto il Meteor Music Award, e vanta una lunga carriera live, dove spesso il protagonista è il piano, strumento catalizzatore dell’universo musicale del musicista di Lisburn.

Frutto di un lungo carteggio con il poeta, la musica di “Hallow” sembra a volte sbucare da una vecchia radio a transistor (“Remembering Carrigskeewaun”), o da un musical (“A Questionnaire For Walter Mitty”), tra tonalità ora giocose e naif (“Granddaughters”), ora cupe e apocalittiche (“The Ice-cream Man” con lo stesso Longley come narratore).

Il nuovo disco di Duke Special è in verità una piccola sorpresa, le ultime digressioni pop di “Look Out Machines?” avevano lasciato l’amaro in bocca a chi aveva apprezzato il tocco seducente e passionale dei primi album e soprattutto del delizioso trittico di “The Stage, A Book & The Silver Screen”

Forte dell’ispirazione e della raffinata poetica di Michael Longley (famoso poeta nato a Belfast da genitori inglesi), il musicista irlandese mette in scena la rappresentazione lirica più matura e ambiziosa della sua carriera.

La violenza disumana della guerra contrapposta alla dolcezza dell’amore e della natura, e la conseguente forza terapeutica della poesia professata da Longley, non potevano trovare vestigia migliori di quelle create da Peter Wilson.

Su accordi di piano in bilico tra classica e jazz, l’album scivola tra brani ora eterei e sognanti (“Emily Dickinson”, “No Continuing City”) ora stridenti e dissonanti (“Grace Darling”, “Another Wren”), senza mai varcare i confini dell’epica, anzi preservando un rigore quasi teatrale (”Brothers”) che mette in risalto il contenuto letterario, sottolineandone spesso il candore con suoni naturali catturati tra le onde del mare o in uno stormo di uccelli.

Per Duke Special questo nuovo album era senza dubbio una sfida ardua e complessa, la poetica essenziale, finemente incantevole, quasi meditativa di Michael Longley sembrava aver ben poco in comune con la teatralità neoromantica del musicista, ma Wilson ha approcciato il linguaggio del poeta con rispetto e sincera umiltà, imparando a dialogare con il suo lato più oscuro (“Fifty Years”), scoprendo l’essenza più genuina della propria musica (“Lena”) e realizzando infine il suo album più convincente e intenso.

14/01/2018

Tracklist

  1. 1. Another Wren
  2. 2. A Questionnaire For Walter Mitty
  3. 3. Emily Dickinson
  4. 4. Grace Darling
  5. 5. Brothers
  6. 6. Remembering Carrigskeewaun
  7. 7. No Continuing City
  8. 8. Granddaughters
  9. 9. The Ice-cream Man
  10. 10. Fifty Years
  11. 11. Lena

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