GEORGIA'S HORSE - Weather Codes

2013 (Fire)
folk-blues

Quattro anni fa avevamo lasciato Teresa Maldonado alle prese con un esordio tanto brillante quanto polveroso, un piccolo gioiello di songwriting self-made ricco di sfaccettature e sensibilità prettamente femminile. La scelta stilistica dell’artista texana aveva il suo punto di forza nell’autenticità e nella schiettezza delle sue canzoni: il suo ipnotico e a volte incompiuto country-blues non bramava il romanticismo delle nuove star del country americano, né si illudeva di sedurre gli amanti del pop in cerca di emozioni nuove.

Questa sincerità espressiva risulta essere la vera rivelazione-conferma di questo nuovo album “Weather Codes”, un progetto discografico partorito scegliendo tra le 40 canzoni scritte in questi quattro anni. Solo 14 di quei frammenti hanno composto la scaletta finale: sì, frammenti, perché le canzoni qui proposte non trovano mai una vera e propria conclusione lirica ben definita, in un puzzle che muta forma ad ogni passaggio sonoro.

Georgia’s Horse non è solo un moniker dietro il quale Teresa Maldonado cela le sue ambizioni, ma è un progetto che resta aperto a contributi di altri musicisti, e le sue recenti esibizioni live con i Two Star Symphony dimostrano una volontà di contaminazione priva di preconcetti. La forza delle 14 tracce di “Weather Codes” è la loro malleabilità in fase di esecuzione o arrangiamento: sono intuizioni liriche blues che hanno mille sfaccettature, dove gioia e dolore partecipano insieme lasciando spazio a una lettura personale e poetica dal sapore agrodolce ma ricco di intensità.  Anche questa volta la Maldonado scava infatti nei suoi incubi: il tono dark e sofferto delle sue composizioni non è sempre autobiografico, e i testi sono a volte surreale a tratti buffi. Come Nick Cave o PJ Harvey, la Maldonado è attratta dal lato oscuro della musica blues e ama i Bauhaus, Nine Inch Nails e le Heart (da ragazza ascoltava senza sosta il loro esordio “Dreamboat Annie”).

Una maggiore consapevolezza delle proprie capacità vocali e la varietà delle composizioni dona all’album un fascino che riesce a rendere il tutto meno ostico e complesso all’ascolto. Il piano e la voce sono l’elemento centrale delle composizioni, intorno ad essi aleggiano come fantasmi incursioni sonore tanto sapienti quanto suggestive.

E’ un album apparentemente innocuo, “Weather Codes”, ma basta distrarsi un attimo per poi essere catturati dai violini distorti della barocca “Ginger”, che evoca in modo insolito Kate Bush e Jane Siberry: questo è il primo segnale che avvisa l’ascoltatore che dietro la delicata dolcezza di “A Long Ride Home” o il rock-blues di “Apple” e “The Bullett Sinks” si agita un’anima inquieta.

Il malsano honky-tonk di “Fancy” sembra uscire da un vecchio giradischi di un jazz-club degli anni 30, quasi un novello evergreen che non sfigurerebbe nel repertorio di Etta James o Billie Holiday. È il sognante insieme di chitarre e synth di “Westlake”, però, il centro emotivo dell’album, un brano capace di ridisegnare completamente il range emotivo e stilistico, una sferzata di adrenalina lirica che riporta alla mente la splendida “Calling All Angels” di Jane Siberry.

Una strana sensazione accompagna alcune canzoni meno immediate e più convenzionali, come “Strep Throat”, “Six” e “Pram”: quando credi di averne compreso la struttura, ti ritrovi a riascoltarle con uno spirito diverso e una prospettiva inedita. Questo, perché Teresa Maldonado ama sovvertire  il ruolo degli strumenti e della voce: “Thistlebomb” può sembrare ad esempio ora liberatoria e scorrevole, ora autoindulgente con il suo ossessivo mantra sonoro, come “Brick Hard Heart” è altresì tanto prevedibile quanto straordinaria per il suo naturale fascino armonico.

Non è un caso che l’album si intitoli “Weather Codes”: la musica di Georgia’s Horse è come la pioggia, a volte rinfrescante e liberatoria, ma spesso ricca di malinconia e solitudine, ed è solo la paura di restare bagnati l’unico vero motivo che potrà tenervi lontano da questa inattesa conferma di talento e ispirazione della ragazza del Texas.

17/10/2013

Tracklist

  1. 1. Apple
  2. 2. A Long Ride Home
  3. 3. Ginger
  4. 4. The Bullet Sinks
  5. 5. Fancy
  6. 6. The Millers
  7. 7. Westlake
  8. 8. Strep Throat
  9. 9. Thistlebomb
  10. 10. Six
  11. 11. A Brick Hard Heart
  12. 12. Weather Codes Pt.2
  13. 13. Weather Codes Pt.3
  14. 14. Pram

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