Josienne Clarke & Ben Walker

Fire & Fortune

2013 (Navigator) | folk

A parere di chi scrive è stata un'annata a dir poco entusiasmante per il folk d'Oltremanica. Nuovi agguerriti talenti alla riscossa (Melodic, tra i molti), conferme di spessore (i Laish, Darren Hayman, Sharron Kraus) e piacevoli sorprese (Serafina Steer, Nancy Elizabeth) hanno saputo tracciare un quadro creativo dalla sorprendente vitalità, indice di una scena che sta vivendo da qualche tempo un insperato fermento, arrivando con le sue più “estreme” propaggini a sfiorare addirittura il mainstream. A chiusura di una stagione che con un pizzico di esagerazione si potrebbe definire magica, un altro incantevole scrigno di canzoni perse nel tempo, a confermare l'eccellente stato di salute della scena.
Per chi bazzica l'ambiente, Josienne Clarke non è certo una reale novità: flautista di formazione classica, apparsa già tre anni orsono in veste solista grazie ad un album di folk rigoroso, ma delicato e sfuggente nel suo trasporto, dal 2011 ha invece unito le proprie forze anche su disco a quelle del chitarrista e mandolinista Ben Walker (un sodalizio avviatosi già nel 2009), in un progetto a due che sta regalando loro notevoli soddisfazioni in patria. Al varco del secondo album, i meriti della coppia tornano a farsi valere.

Con un linguaggio profondamente radicato nella tradizione inglese, ma raramente tradizionalista nell'impianto (siamo quindi lontani dall'austera ortodossia dell'ultima Anaïs Mitchell, curiosamente pure lei affiancata da un virtuoso della chitarra), “Fire & Fortune”, uscito sotto l'accogliente egida della Navigator (etichetta che vanta pubblicazioni di nomi quali Bellowhead, Mary Hampton e molti altri ancora) è opera gentilmente disinvolta nel trattamento di questo ricchissimo patrimonio, aperta a notevoli contaminazioni e dai variegati contorni melodici, sebbene meno eversivi rispetto a quelli della folk-diva Lisa Knapp.
Ben più che le tentazioni avantgarde di una Nancy Elizabeth o di una Mary Epworth, ad agitarsi dietro ai dodici rapidi sipari dell'album sono piuttosto le grevi e austere ombre di John Martyn e June Tabor, due che la storia del folk inglese hanno contribuito a scriverla. E in particolare è proprio quest'ultima, madrina spirituale di Josienne, a candidarsi come influenza decisiva: che si tratti di brani autografi, oppure di rielaborazioni del canone (“Green Grow The Laurels” appariva già con testo diverso in “Come My Way” di Marianne Faithfull), il tono flautato, sottilmente fiabesco della voce della Clarke rimanda alla posata solennità dell'artista di “Airs And Graces”, senza perdere una tacca della propria fascinosa pacatezza.

Sereno e imperturbabile, anche quando imbocca i sentieri del gospel (la title track e il suo parco apparato percussivo, corredata di un inquietante videoclip) o di un più denso chamber-folk dalle infiorescenze jazz (“The Seasons”; da segnalare l'egregio lavoro alla chitarra di Walker, per un picking che si sta allontanando sempre più dal calco janschiano), il disco preserva la sua aura di immacolata atemporalità come il più prezioso dei beni, rifuggendo il contatto con le contingenze yankee a cui molti colleghi hanno scelto di volgersi. Stornelli dall'allure medievale (“A Pauper And A Poet”) e intime confessioni a cuore aperto (“My Love Is Like A Red Red Rose”, ad oggi la più suggestiva interpretazione della Clarke; magnifico l'improvviso cambio d'ottava) fanno quindi parte del programma, se il presente non offre sufficienti motivi d'interesse.
Non vi è comunque bieco citazionismo o immotivata nostalgia: i mezzi produttivi e la filigrana sonora ben collocano le canzoni nella contemporaneità. È piuttosto lo spirito, l'intenzione, a situare l'arte della cantautrice britannica ben al di fuori da ogni possibile circuito, in un microcosmo espressivo che appartiene soltanto a lei stessa. In molti desidererebbero avere la possibilità di saper trattare questa materia con così grande cognizione e specificità.

Il mondo continuerà poi ad avere gli occhi puntati sui soliti nomi (di tutto rispetto, sia chiaro). La realtà però è ben più sfaccettata ed entusiasmante di come certuni la vorrebbero dipingere: Josienne Clarke e Ben Walker ben lo accertano, a conferma di quanto la tradizione continui a esprimersi distante da sterili riletture.

(26/12/2013)

  • Tracklist
  1. After Me
  2. The Month Of January
  3. The Seasons
  4. Another Perfect Lover
  5. My Love Is Like A Red Red Rose
  6. Sycamore Tree
  7. Fire & Fortune
  8. Green Grow The Laurels
  9. Anyone But Me
  10. A Pauper And A Poet
  11. No Such Certainty
  12. When A Knight Won His Spurs
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