Mentre è ancora fresco nella memoria il ricordo del suo recentissimo, omonimo lavoro su Spectrum Spools, Rachel Evans rilascia cinque nuove composizioni, declinando un sound meno rarefatto e più orientato verso una dimensione progressive-electronic. Nel frattempo, la press release ci tiene a precisare che l’energia celestiale dell’artista statunitense è adesso desiderosa di esprimersi attraverso il medium dell’“emotive ambient-pop”…
Comunque lo si voglia chiamare, questo è sempre il suono delle galassie, un suono fatto di pulsazioni, vocalizzi diafani e cicliche rotazioni di stelle (“Efflorescence”), sempre genuflesso dinanzi al simulacro dei corrieri cosmici, soprattutto quello dei Tangerine Dream seconda maniera.
Si materializzano, quindi, lente e soffuse meditazioni interstellari (“The Walk of the White Cat”), mareggiate celestiali che fronteggiano gorgoglii in forma di circoli minimalisti, perdendosi in un erratico bisbigliare Stars Of The Lid (“Foggy Morning”) e fluttuazioni ipnotiche (“The Chord and the Centre”).
Un piccolo disco che, senza grossi clamori, contribuisce a mantenere desta l’attenzione intorno a un’artista di tutto rispetto. Tanto basta.
04/02/2013