Un’ambientazione fioca, un registro sempre più abbozzato – che sembra sottintendere un più severo e riflessivo impianto concettuale – sembrano le caratteristiche del nuovo album dei Tunng, un disco che non si concede quasi mai ai più solari motivi della carriera della band inglese, ma resta preda di oscure visioni (“Heavy Rock Warning”) e groove irrisolti (“The Village”).
Tra schegge tribali (“So Far From Here”) e riff sbocconcellati Vernon-iani (“By This”), “Turbines” tradisce una sempre più prevalente impronta psych, una cupa maturità del sound che non si riflette però nella composizione, nella quale si fatica a distinguere tra ricercatezza e cali di ispirazione (“Embers”, la filastrocca trip-hop di “Trip Trap”).
In definitiva, un disco dal tono solenne, complessivamente spento, grigio come il pallido tono pastorale delle sue armonizzazioni.
10/07/2013
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