Aldous Harding

Aldous Harding

2014 (Lyttelton) | folk, chamber-folk, gothic-folk

Non solo Tiny Ruins in quest’anno di cantautorato femminile neozelandese, ma anche l’esordiente Aldous Harding (il vero nome è però Hannah) e la sua voce fortemente caratterizzata (esile quanto quella della Newsom, ma non così irritante, con note timbriche più calde e che la rendono decisamente più classica e intensa).
E in effetti “Aldous Harding” ha il suono di un classico dimenticato, con le sue storie Faulkner-iane che si dipanano tra flebilmente epiche tessiture corali (“Stop Your Tears”) e frizzanti respiri d’archi (il singolo “Hunter”).

Un esordio forse appunto ancora troppo legato ai nomi della Nadler, della Bunyan, per farci scoprire la vera identità cantautorale della Harding, per il resto del tutto scoperta nell’ottima esecuzione, una convincente trance narrativa (“Titus Groan”, una delle più moderne con il suo arrangiamento scenografico), accesa dai sospiri e dall’intenta dizione.

È rintracciabile forse in una tecnica chitarristica ancora da perfezionare il limite attuale di Hannah, che si muove con buone intuizioni di scrittura e interpretazione lungo un canovaccio folk a tinte gotiche non proprio intonso.

(24/07/2014)



  • Tracklist
  1. Stop Your Tears
  2. Hunter
  3. Two Bitten Hearts 
  4. Titus Groan
  5. Beast
  6. No Peace
  7. Merriweather
  8. Small Bones of Courage
  9. Titus Alone
Aldous Harding su OndaRock
Recensioni

ALDOUS HARDING

Designer

(2019 - 4AD)
La cantautrice neozelandese alza con fierezza e intelligenza il vessillo del rock al femminile

ALDOUS HARDING

Party

(2017 - 4AD)
Il debutto con 4AD della musa neozelandese, in un netto salto di livello della sua proposta artistica ..

Aldous Harding on web



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.