Grant McLennan: “Walsh è la notte”
Robert Forster: “Noi siamo il giorno”
Nel 1979, i Go-Betweens acquisirono un nuovo membro: Peter Walsh, della cui band, gli Apartments, avevano appena pubblicato il primo singolo con la loro Able Records. Non funzionò ma, altrimenti, forse non si potrebbe parlare di questa ristampa (o magari i Go-Betweens avrebbero fatto un capolavoro in più, chissà).
Ennesimo recupero da parte di un’etichetta indipendente di un’opera caduta nell’oblio, “The Evening Visits… And Stays Forever” parla appunto degli anni del pop indipendente di metà anni 80, quando gli Apartments di Walsh pubblicarono il disco con la Rough Trade.
Imperdibile per tutti i fan della band australiana, il disco inizia con l’elegantissimo numero “Sunset Hotel”, un’eterea elegia con cori e acustica che ricorda gli Shelleyan Orphan, per poi piombare nelle tormentate acque dell’”oceano piovoso” in “All The Birthdays” – con una sfumatura indifesa e disperata assente nei brani di McCulloch.
Ovviamente ci sono poi tanti brani che rivaleggiano senza sforzo con il migliore repertorio dei Go-Betweens, a volte con un taglio cantautorale che rende “The Evening Visits” meno pop rispetto a “16 Lovers Lane” (“Mr. Somewhere”).
Bisogna aspettare i singoli contenuti nella ristampa (“Help”, “Nobody Like You”, “Refugee” etc.) per apprezzare l’anima più propriamente indie-pop di Walsh, che nella seconda metà del disco si dedica invece a numeri più umorali, vagamente Morrissey-iani e spruzzati di blues, che forse difettano nell’interpretazione (“Speechless With Tuesday”, “Lazarus, Lazarus”, l’evocativa, Cave-iana “The Black Road Shines (On Rainy Nights)”).
Insomma il quadro “chicca per collezionisti” è completato alla perfezione: un’uscita azzeccata e imperdibile per gli appassionati dalla Captured Tracks.
21/04/2015
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