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Frozen Niagara Falls

2015 (Profound Lore) | death-industrial, harsh-noise, cold-wave

Dopo una serie di lavori non proprio memorabili, il doppio “Frozen Niagara Falls” risolleva le quotazioni di Mr. Fernow, impacchettando in circa un’ora e mezza di musica tutti gli scenari possibili fin qui battuti dal musicista statunitense. Con la mente ben sintonizzata sull’inesorabile decadenza dell’umanità, Fernow alterna struggimenti malinconici, barbariche scorribande nel regno del rumore e pennellate che spaziano dalla techno alla progressive electronic, anche recuperando, dunque, quanto fatto nel suo più recente passato in collaborazioni e progetti paralleli.

“Myth Of Building Bridges”, brano d’apertura, è sostanzialmente una ouverture d'impronta classica, ma è infilzata da tutta una serie di tumulti harsh-noise, di squarci sci-fi, di progressioni cinematiche, urti Ebm e vocalizzi deformi. La contesa tra mesto distacco e lucido martirio è alla base di un disco che assomiglia a una seduta psicoanalitica, ma è la seduta di un uomo che ha introiettato a dovere la sensazione di spaesamento, la sensazione di un’inquietudine che spinge a ricercare continuamente una patria che è molto più di un semplice territorio delimitato da confini.
Quando, dunque, lo scarto tra desiderio e realtà diventa assoluto, allora il corrispettivo sonoro non può essere che quello di orrori psichici che, se in “Falling Mask” richiamano alla memoria le torture degli Swans e se in “A Sorrow With A Braid” e nelle due parti della title track fanno pensare ai primi Throbbing Gristle, in “Traditional Snowfall” e “Poinsettia Pills” trasformano la techno in un ottuso meccanismo, mentre, infine, in “Cocaine Daughter” declinano cupissime elegie alla luce di una fiammella morente.

Altrove, confrontandosi con la perdita della madre e lasciandosi tentare dall’idea del suicidio, Fernow affida alle liriche, più che alla musica, le sue sensazioni più intime: “The East River isn't romantic anymore you know/ That's where the suicides go/ Or maybe that's what you want in the end/ To be mixed together and reunited with your mother". Ma proprio perché al fondo del dolore sovente si riesce a rintracciare spiragli di luce, il disco non riesce a fare a meno di magniloquenze sinfoniche che odorano di superomismo (come quella di “Jester In Agony”, che fa leva su muraglie di synth e qualche tonfo percussivo) o di ballate acustiche che rintracciano nel sacrificio e nell’agonia gli unici sentieri per la salvezza, addirittura evocando l’immagine di Cristo: “Down snowy streets/ Among the broken glass/ You can find Christ/ Feeding the poor” ("Christ Among The Broken Glass").

(09/07/2015)

  • Tracklist
  1. Myth Of Building Bridges
  2. Dragonflies To Sew You Up
  3. A Sorrow With A Braid
  4. Every Relationship Earthrise
  5. Traditional Snowfall
  6. Jester In Agony
  7. Poinsettia Pills
  8. Shoulders Of Summerstones
  9. Wildflowers (Long Hair With Stocking Cap)
  10. Greenpoint
  11. Lives Torn Apart (NYC)
  12. Frozen Niagara Falls (Portion One)
  13. Cocaine Daughter
  14. Falling Mask
  15. Frozen Niagara Falls (Portion Two)
  16. Christ Among The Broken Glass

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