Steve Earle & The Dukes

Terraplane

2015 (New West Records) | blues, country-rock

Sempre volutamente ai margini della discografia americana, Steve Earle ha conservato un profilo dignitoso realizzando almeno un paio di album memorabili, capaci di rinnovare il miglior country-rock, pescando sia da Randy Travis che Townes Van Zandt con la stessa energia di Warren Zevon o Bruce Springsteen.

“Terraplane” vede Earle percorrerre nuove strade, abbracciando la tradizione blues con amore e rispetto sufficiente a rendere il tutto gradevole e interessante, anche se il songwriting appare leggermente addomesticato dalla rigidità della lettura stilistica.
Il progetto è un omaggio a Robert Johnson e Lightnin' Hopkins, una lettura del blues fatta con passione e classe, un album forse pieno di luoghi comuni, ma la solidità della produzione e l’attenta scrittura conservano la giusta dignità anche nei brani più prevedibili come “Gamblin’ Blues”, con incursioni nel rock-blues di grande impatto come l’ottima “Go Go Boots Are Back”.

L’album risulta in verità più convincente quando Steve e compagni affondano le mani nel boogie come nell’iniziale  “Baby Baby Baby (Baby)” o rispolverano l’amore per il country nel delizioso western swing in duetto con Eleanor Whitmore “Baby’s Just As Mean As Me”.
Earle non si fa mancare nulla dell’immaginario blues, riuscendo in alcuni episodi a darne una lettura personale e appassionante, come nella ottima “Better Off Alone”: un malinconico country-blues impreziosito dai contrappunti oscuri del violino e un’eccellente performance della band.

Senza alcun dubbio i talking-blues di “The Tennessee Kid” e “King Of The Blues” hanno la stessa caratura di migliaia e migliaia di album del genere, e gli spettri di Robert Johnson o John Lee Hooker non appaiono sufficienti per esaltarne il risultato; ma Earle possiede la chiave giusta per iniettare in un contesto sonoro familiare una buona dose di swing ed energia, sufficienti a spostare l’asse di “Terraplane” dalla mediocrità alla rimarchevolezza dell’insieme.
Da un musicista con una lunga e onorata carriera artistica non è lecito attendersi nessuna sorpresa o rivoluzione copernicana, “Terraplane” è un gustoso intermezzo blues nella carriera del country-singer, un album che, senza smuovere lodi critiche o annunci trionfali, dimostra che è possibile suonare old-time-music senza essere nostalgici o retrò.

(28/05/2015)



  • Tracklist
  1. Baby Baby Baby (Baby)
  2. You’re The Best Lover That I Ever Had
  3. The Tennessee Kid
  4. Ain’t Nobody’s Daddy Now
  5. Better Off Alone
  6. The Usual Time
  7. Go Go Boots Are Back
  8. Acquainted With The Wind
  9. Baby’s Just As Mean As Me
  10. Gamblin’ Blues
  11. King Of The Blues


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