Acquisto recente della Merge, gli A Giant Dog sono un gruppo texano che propone un bizzarro ibrido stilistico tra musica garage e velleità glam. “Pile” è il terzo capitolo del quintetto, un album giocoso e divertente che, grazie a riff assassini e buone doti vocali e strumentali, è destinato a mietere vittime nel pubblico indie-rock.
C’è il rischio che la band venga assorbita nel calderone delle formazioni power-pop, ma il suo rock’n’roll variegato ed energico, condito da una buona dose d’ironia, fa di “Pile” un sostanzioso momento di pure fun.
“Hitchhike Love” potrebbe uscire sia un album dei Ramones che degli Slade, e il boogie di “King Queen” ricorda alcune pagine da cabaret dei Queen o dei T. Rex, ma le citazioni sono solo utili per offrire al lettore una panoramica di quello che li attende.
“Pile” non è un disco destinato a modificare il corso della musica rock, ma al suo interno vi sono una buona quantità di canzoncine frivole e scanzonate. “Jizzney”, “& Rock & Roll” e il primo singolo “Sex & Drugs” sono schiette e frizzanti ma mai banali. Anche le più irruente “Birthday Song” e “Sleep When Dead” non sono mai inutilmente chiassose.
L’efficace produzione di Mike Mc Carthy (alla console in ben cinque album degli Spoon) rende il tutto più simile a un rock’n’roll party, con tanto di spinello (“Seventeen”) e gioviale romaticismo adolescenziale (“Falling In Love”).
Il terzo album degli A Giant Dog non è uno di quei dischi da consegnare ai posteri, ma senza alcun dubbio una corroborante iniezione d’energia e di sano rock’n’roll. Un biglietto da visita interessante in vista della loro imminente tournée italiana.
04/11/2016