Brisa Roche' - Invisible 1

2016 (Kwaidan)
electro-pop, synth-pop
Sembra che Brisa Roché sia tornata a casa. Le ci sono voluti quindici anni per concludere quell'entusiasmante esperienza di vita bohémienne, da parigina d'adozione, e fare rientro nella natia California. Che non è quella delle spiagge o delle arterie a dodici corsie, bensì la sua controparte aspra e isolata, a nord, puntellata di sequoie a perdita d'occhio e abitata dai leoni di montagna. Nel suo chalet studio nelle foreste sopra Arcata, ha registrato il nuovo album, appena il quarto in una dozzina d'anni, chiarendo come più che di un ritorno si dovrebbe parlare in realtà di un addio. Al "felice incontro tra Feist e My Brightest Diamond" con cui la si salutava nei suoi giorni da piccola rivelazione. Agli spectorismi, al modernariato melodico anni Sessanta, alla chanson yéyé, i lieder cameristici e il folk spacey di "Takes", ma anche all'eclettismo stile Bat For Lashes e al pop retrofuturista di "All Right Now". Con "Invisible 1" la metamorfosi è compiuta, ma difficilmente si arresterà ora.

La strategia diversiva era in realtà iniziata qualche tempo fa, con il divertissement "Jamaican Boy", rivisitazione reggae dell'"American Boy" di Estelle e Kanye West, condivisa nel 2009 con Bost & Bim. Seguendo questa direttrice ma edulcorando con classe la formula, assieme a Rosemary Standley dei Moriarty e Ndidi Onukwulu (con King Khan nei panni del bassista) nel 2012 la fanciulla ha dato vita al trio tutto femminile The Lightnin 3, poi autore di un album tra R&B e bossa nova, "Morning, Noon and Night". Due anni più tardi ha prolungato la propria licenza scrivendo e producendo un pugno di brani per la colonna sonora del film "Yves Saint Laurent" di Jalil Lespert.

La sua ultima fatica è un album di contrasti, alquanto preciso nel restituire quel senso di inevitabile sradicamento. Metà canzoni intimiste, condivise con Thibaut Barbillon, metà estroverse e più elettroniche, plasmate con il supporto di Jérôme Caron, in arte Blackjoy, e Marc Collin dei Nouvelle Vague.
"Lit Accent" e il singolo "Vinylize" riprendono il discorso da dove si era interrotto, un chamber-pop mutante, giusto per stupire al primo refrain con relativo slancio etereo, deviazioni cantilenanti degne della miglior Oh Land, in un caso, o dei Brunettes dediti al travestitismo, nell'altro. Certo, al di là dell'eleganza e della misura nel tocco, un minimo spiazzamento alle prese con un simile artificio va messo in conto. A stretto giro di posta, i battiti sintetici di "Echo Of What I Want" spostano senza equivoci gli equilibri verso l'electro-pop, ma la cantante si dimostra assai brava nel non smorzare la qualità dei suoi spunti con una veste giocoforza algida. Al pari della collega scandinava, riesce a infondere un alito di vita e un senso di freschezza grazie ai suoi celestiali svolazzi, ai ghirigori di una voce mai tanto leggiadra e ardita nelle sue esplorazioni.

Con la delicatezza e la meticolosità di una ballerina, Brisa si serve del suo canto per danzare, come tante artiste per lo più nordiche in scenari ugualmente disadorni. Qua e là ricorda anche la Björk di "Vespertine", così che quella vaga somiglianza fisiognomica trovi in fondo un necessario riscontro anche sul piano squisitamente musicale. E la sua indole ludica si vede premiata, alla fine, in una "Baby Come Over" che è tanto briosa quanto irregolare, ancora una volta illuminata da una disciplina davvero propizia per non eccedere in ridondanza, per non farsi schiacciare dagli espedienti della forma.
Quello di "Invisible 1" è un easy-listening scritto come sempre a regola d'arte, ma inevitabilmente disinnescato in quanto a esplosività dalle onnipresenti adulterazioni produttive, mai prossime alla pacchianata e tuttavia non di rado rutilanti o aggressive.

Nomen omen, "Disco" guarda a una frivolezza ballabile, salottiera e contaminata dai più svariati riferimenti, dal funk al soul, dal jazz redivivo al lounge. Inventiva e perizia ancora una volta non mancano, anche se i nuovi abiti espressivi, vistosi e sofisticati, finiscono per catalizzare tutte le attenzioni e togliere incisività a un songwriting al solito mirabile.
A tratti la Roché ritrova quella trasparenza a lei così congeniale, pur mostrandosi forse sempre un tantino svagata nelle sue pose confidenziali, sornione, un po' da gattamorta. Nella sua illimitata comfort-zone tende quindi ad addormentare il gioco, ma in più di un passaggio pecca di autoreferenzialità, incapace di toccare il cuore come le riusciva di fare con naturalezza grazie a quel suo estro superlativo.
Così, a parte quando Brisa si rifugia nella fascinazione a tutto tondo (il congedo di "Find Me") o nell'apparente verità di ben più sobri voce e chitarra (la dimessa ma orgogliosa "You Like A Fire", ad esempio, multiprospettica e dolcemente aliena), qualche occasionale sbadiglio vale come dazio quasi obbligato.

Continua a prediligere le atmosfere languide e notturne che, al riparo da contraffazioni marchiane, riescono ancora superbe e regolano con qualche decimale di margine anche una fuoriclasse come Britta Phillips. È in brani come "Each One Of Us" che la statunitense mostra tutta la perfezione del suo charme per quanto, a differenza della signora Wareham, non intenda appiattirsi su quella formula stereotipata e diversifichi fin troppo la propria proposta, verso un folk a base di sussurri e sottili effrazioni sinfoniche ("Walk With Me") come verso un gospel oligominerale ("Diamond Snake"), abile a schivare le trappole del kitsch ma non altrettanto a emozionare come un tempo.
Il risultato, impregnato di colori, è quindi un'opera raffinata ma per certi versi pachidermica, rigonfia e dispersiva, ben al di là forse delle intenzioni. Non l'approdo definitivo, ne siamo certi, di un'artista che non ha mai smesso di peregrinare tra i generi musicali come tra i continenti, alla ricerca di una casa che con ogni probabilità non troverà mai.

Tracklist

  1. Lit Accent
  2. Echo Of What I Want
  3. Night Bus
  4. Baby Come Over
  5. Groupie
  6. A Minute
  7. Disco
  8. You Like A Fire
  9. Each One Of Us
  10. Diamond Snake
  11. Walk With Me
  12. Vinylize
  13. Find Me

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