Wire

Nocturnal Koreans

2016 (Pink Flag) | post-punk, alt-pop

Annunciato come appendice dell'ultimo omonimo album, "Nocturnal Koreans", con i suoi ventisei minuti di durata, può essere facilmente classificato come un mini-album, ma per il gruppo inglese queste otto creature tenute fuori dalle atmosfere concilianti di "Wire" sono espressione di un situazionismo creativo che sfida le regole della progettualità.
Spigoloso, schietto, misterioso, "Nocturnal Koreans" è più affine alle stranianti torture elettroniche di "Chair Missing" e di "154" che non alle sontuose architetture pop che hanno nobilitato la loro produzione dalla resurrezione artistica di "Send" (2003).

La band mette da parte l'enorme patrimonio melodico e gioca con riff esili, mai armonicamente completi, e li getta in un'orgia di suoni in cui la densità delle chitarre e delle tastiere è pari alla forza del ritmo e al groove quasi noir del basso.
Otto brani apparentemente inconciliabili e diversi, eppure tutti proiettati verso una musicalità più emancipata: lo stridente uptempo minimalista di "Numbered" e il possente vigore dei tre accordi di "Still" sono due facce di una stessa medaglia.

Gli Wire sono ridiscesi negli inferi per rubare al diavolo le sue canzoni più belle, e lo hanno fatto senza paura di sporcarsi le mani, il pop-beat-twist in chiave elettronica della title track è una rilettura surreale delle loro ultime creazioni, un punto di approdo per i fan più giovani e una scossa emotiva per chi fu folgorato da "Pink Flag".
Il tono epico e guerriero della kratutiana "Internal Exile", l'indolente dismissione stilistica di "Forward Position" e la luccicante grazia naif di "Dead Weight" spazzano via con un sol gesto anni e anni di tentativi d'imitazione.

Appare sempre più chiaro che l'album del 2015 non era un semplice attestato di buona salute, ma una vera e propria dichiarazione di guerra alla mediocrità e alla routine, e se quanto finora esposto non vi sembra molto convincente non avete che da tuffarvi nel languore ipnotico di "Pilgrim Trade" e nella furia post-punk della viscerale "Fishes Bones". Se le vostre perplessità non verranno disfatte, non vi resterà altro che consolarvi con l'ennesima band hipster. Buona fortuna.

(23/04/2016)



  • Tracklist
  1. Nocturnal Koreans
  2. Internal Exile
  3. Dead Weight
  4. Forward Position
  5. Numbered
  6. Still
  7. Pilgrim Trade
  8. Fishes Bones
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