C418

Dief

2017 (autoprodotto) | elettronica

C418 è lo pseudonimo di un giovanissimo musicista tedesco, classe 1989, di nome Daniel Rosenfeld. Nel suo sito ha trovato, grazie a un pizzico di ironia, il modo perfetto di presentarsi: "Ciao, sono Daniel e sono un musicista; probabilmente mi conosci per Minecraft".

Rosenfel potrebbe essere tranquillamente definito un ragazzino prodigio, avendo registrato il suo primo album nel 2006, a soli diciassette anni. Inizia ad appassionarsi alla musica dopo aver ascoltato Aphex Twin e dopo che il fratello informatico gli regala, in piena adolescenza, il software Ableton Live. E' l'inizio di una carriera che dal 2006 ad oggi ha visto l'autoproduzione di qualcosa come ventidue album - spazianti da elettronica, drum'n'bass e ambient - e che ha trovato nella colonna sonora per videogame il suo culmine. In un'epoca in cui la musica è praticamente ovunque, ascoltata (volontariamente o meno) nei luoghi più insoliti, come riempitivo di spazi o mentre si è concentrati a fare tutt'altro, sono centinaia i musicisti che vengono ascoltati in modo assolutamente inconsapevole. Tra questi c'è certamente C418 che in tantissimi avranno ascoltato nei sorprendenti moog della colonna sonora di "Minecraft", videogame che da anni gode di un hype sempre crescente.

Il nuovo "Dief", ideato come accompagnamento di un progetto audiovisivo dello scrittore e game-designer Teddy Dief, è frutto dell'esperienza ormai decennale di Rosenfel e utilizza tutti gli espedienti che lo hanno reso celebre; l'uso del moog, il ritmo breakbeat, tessiture ambient, atmosfere oniriche ma di facile comprensione, spesso dai tratti infantili che mostrano l'età dell'autore ma che ne rappresentano anche un personalissimo marchio di fabbrica, segno della maturità di un artista che ha trovato una sua strada.
Dopo il tipico texture ambientale in lieve crescendo di "Texture Prayers", si giunge ai perfetti ritmi di "Work Life Imbalance", ricco di tanti pattern sonori che verranno ripresi nei brani successivi, perfetto esempio di commistione di percussioni elettroniche, xilofoni e moog che coesistono in un delicato insieme che mostra l'animo giovanile ma debordante di idee di Rosenfel. "Smooth Fall" e "Blank Cubicle" denotano maggiore complessità, la prima addirittura un ritmo simil-jazzato, la seconda si chiude con ironici moog che rimandano alla piccola perla del 2011, "Moog City".
"Match Cut" chiude l'album come era iniziato; prima con delicati accordi di piano, poi con i ritmi del precedente "Work Life Imbalance", ne rappresenta la versione definitiva e apparentemente più ottimista e liberatoria. 

Album di grande semplicità ma anche di notevole impatto, registrato in soli quattordici giorni, "Dief" rappresenta una piccola tappa in un percorso musicale di un giovanissimo musicista di cui sicuramente sentiremo ancora parlare e di cui ascolteremo vari brani, che lo si voglia o meno.

(19/05/2017)



  • Tracklist
  1. Texture Prayers
  2. Work Life Imbalance
  3. Imaginary Interlude
  4. Smooth Fall
  5. Blank Cubicle
  6. Keighley
  7. Match Cut


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