Nothing But Thieves

Broken Machine

2017 (Rca) | alt-rock

Opera seconda per i lanciatissimi Nothing But Thieves, che puntano a ripetere il buon risultato ottenuto dall'omonimo esordio: con "Broken Machine" prende il via un nuovo capitolo del percorso artistico del quintetto inglese, quello che dovrà portarli a modellare una personalità più nitida, allontanandosi gradualmente dai propri troppo evidenti (e ingombranti) riferimenti.
Per il momento l'operazione risulta riuscita solo in parte: Muse e Radiohead restano sempre dietro l'angolo, anche se la ricerca del falsetto alla Matt Bellamy in "Soda", così come l'ipotesi di nuovi possibili Radiohead in "Afterlife", sono vezzi che tutto sommato vanno interpretati anche come omaggi, che non tutte le band hanno la capacità di potersi permettere.

La formula stilistica dei Nothing But Thieves non è certo inedita ma funziona: ai brani che scorrono in maniera elettricamente intensa (il tritasassi iniziale "I Was Just A Kid", la successiva "Amsterdam" e più avanti "I'm Not Made By Design" sono chiari esempi in tal senso), ne vengono alternati altri più delicati ("Sorry" pare uscita dalle sessions dell'ultimo Mumford & Sons, l'acustica "Hell, Yeah" ricerca l'epicità di certi U2 periodo "The Joshua Tree").
Ma è quando i ragazzi puntano sulle intersezioni con l'elettronica che vengono raggiunti i risultati più interessanti, anche in proiezione futura: "Live Like Animals", la traccia più eclettica del lotto, ha nel ritornello la forza di un riempipista e una strofa che (grazie all'abilità del cantante Conor Mason) si spinge persino verso inattesi territori hip-hop.

Non tutto brilla, a tratti scorgiamo ripetizioni, giri a vuoto o passaggi troppo sopra le righe ("Get Better", "Reset Me", "Number 13"), ma la deluxe edition media il problema con l'aggiunta di una versione acustica di "Sorry" e di una piano version di "Particles", ancor più efficace di quella eseguita full band, con la voce di Mason che si arrampica lassù, sin dalle parti di Buckley, tanto per dimostrare che i ragazzi ci sanno fare anche quando c'è da lavorare di fino.
La stoffa c'è, e nel frattempo il consenso del pubblico ha portato - durante la prima settimana dalla pubblicazione - "Broken Machine" sino alla seconda piazza delle chart britanniche, dietro soltanto a "Sleep Well Beast" dei National: risultato a dir poco egregio per chi fino a poco più di un anno fa fuori dai confini dell'Essex era ancora un perfetto sconosciuto.

(01/10/2017)

  • Tracklist
  1. I Was Just A Kid
  2. Amsterdam
  3. Sorry
  4. Broken Machine
  5. Live Like Animals
  6. Soda
  7. I'm Not Made By Design
  8. Particles
  9. Get Better
  10. Hell, Yeah
  11. Afterlife
  12. Reset Me
  13. Number 13
  14. Sorry (acoustic)
  15. Particles (piano version)




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