Noveller

A Pink Sunset For No One

2017 (Fire Records) | ambient-drone

Il passaggio dalla semi-oscurità alla notorietà non è stato breve per Sarah Lipstate (aka Noveller), complice quel “Fantastic Planet” targato 2015 che, a ben nove anni dall’esordio, ha svelato la natura più introspettiva ed estatica della musicista americana. La tanto propagandata collaborazione di Noveller con l’ensemble chitarristico di Glenn Branca non è materia sufficiente per far sì che il suo nuovo album goda di un'attenzione particolare, sia perché le modulazioni chitarristiche a base di loop e distorsioni non sono materia nuova o rivoluzionaria, sia perché il panorama discografico dell’ambient-drone è sempre più affollato. 
Il nuovo album di Noveller merita in verità rilievo per l'elegante sintesi di tecnica e passione, grazie a un caleidoscopico vortice di suoni e riverberi che aggiunge sfumature inedite alla percezione emotiva e onirica.

Con “A Pink Sunset For No One” la ragazza del Texas consolida tutte le peculiarità del suo stile con quel suono indolente e leggermente shoegaze, adagiato su deliziose tessiture elettronico-sintetico, in perenne bilico tra l’algido e l’incandescente.
Il fascino ipnotico e suggestivo resta altresì intatto, alimentato da variazioni liriche e armoniche mai superflue o autocompiacenti. 

“A Pink Sunset For No One” non è solo la summa di tutte le esperienze pregresse. La musica, apparentemente fumosa ed eterea, è altresì fiera e imponente, capace di materializzarsi in forme energiche che invitano l’ascoltatore a un incremento sostanzioso del volume sonoro (“Trails And Trials”).
Il flusso chitarristico si schiude e si contrae catturando gemme di un lirismo quasi neoclassico (“Deep Shelter”), oppur donando vigore a pagine ammalianti e solitarie, dove riecheggiano i conterranei Stars Of The Lid (“The Unveiling”).
A volte la musica è ambigua, oscura, quasi straziante nella sua messa in scena (la title track). Sarah Lipstate preserva il suo fascino cinematico e onirico anche quando il languore è frutto di sofferenza (“Another Dark Hour”), omaggiando il minimalismo di Steve Reich nell’estatica ripetitività di “Rituals”.

Non sorprende che l’artista abbia incantato il pubblico del tour “Post Pop Depression” di Iggy Pop: le dissonanze chitarristiche e le raffinate architetture architettoniche di “A Pink Sunset For No One” ereditano il vigore e la densità dei Frippertronics, valicando i confini di genere ed entrando in punta di piedi nell’olimpo dell’ambient-drone.

(13/02/2017)



  • Tracklist
  1. Deep Shelter
  2. Rituals
  3. A Pink Sunset For No One
  4. Lone Victory Tonight
  5. Trails And Trials
  6. Another Dark Hour
  7. Corridors
  8. The Unveiling
  9. Emergence
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