Francesca Michielin

2640

2018 (RCA) | pop

Per questa terza uscita di Francesca Michielin si è scomodato tutto il gotha della cosiddetta nuova scena pop "alternativa" italiana: Calcutta, l'onnipresente Tommaso Paradiso, Cosmo, e Mattia Barro aka L'orso; il tutto con la presenza quasi fissa del pianista/autore Dario Faini nelle vesti dell'ospite navigato e la produzione impeccabile dell'attento e fidatissimo Michele Canova Iorfida.
Ed è proprio con un arrangiamento ben congeniato del buon Barro che prende quota l'introduttiva "Comunicare", brano dal refrain riuscitissimo e dalla base r'n'b opportunamente curata. Le parole segnalano il consueto carico di citazioni ammiccanti, come quelle scritte con Calcutta nel super-singolo lanciatissimo in tutte le radio della penisola, "Io non abito più al mare": "Queste cose vorrei dirtele sopra la techno/ Accartocciarle dentro un foglio e poi centrare un secchio/ Stasera non mi trucco che sto anche meglio".

Regnano una compostezza e una semplicità contornate da melodie squisitamente pop, tremendamente immediate e pronte per essere cantate già al secondo ascolto. Parole magari scontate per i più grandicelli, ma pensate e tirate fuori per fare breccia quasi istantaneamente nel cuore dei giovanissimi e, a dirla tutta, di chi ha voglia di vivere senza troppi patemi. Guarda caso lo streaming dell'album è stato scaricato da un milione di persone già nei primi tre giorni dalla sua uscita. Un successo annunciato, studiato anche a tavolino, ma meritato. E non è affatto un caso che la Michielin sia divenuta, a dire il vero fin troppo in fretta, la nuova reginetta del pop, con tanto di ospitate da insegnante (!) negli studi televisivi di X-Factor - dopo aver vinto l'edizione del 2011 - e lodi assortite su tutti i canali mainstream. Innalzamenti esagerati e a volte inappropriati, soprattutto se si considera il "raffronto" con le nuove star del pop internazionale, Lorde su tutte.

Un album quindi leggerissimo, all'occorenza frizzante e febbrile, altrove laccatissimo e sanremese fino al midollo, vedi le varie "E se c'era..." e "La serie B". Musica pop da consumare anche in spiaggia e senza troppe pretese, come nel caso della discreta ed esotica "Tapioca", con il buon Cosmo a fungere da sarto del beat, o della prima hit di lancio al disco "Vulcano". Spuntano anche stranissime malinconie fuori dal tempo vissuto dalla stessa Michielin (ventitré anni a febbraio!) come quella di "Noleggiami ancora un film": "La casa diventa più grande/ Si svuota dei blur e dei cani", "Ho ancora la PlayStation 1 ma non mi dispiace, no/ Non mi vergogno/ Vorrei avere un po' più di tempo/ Come per una polaroid/ Scattare e vedere che esci". Ma anche passaggi a vuoto e ripetitivi come quelli evidenziati in "Due galassie", o nell'insipida "Lava", per giunta cantata in inglese con la pretesa di dare vita, senza alcuna considerevole riuscita, a qualcosa a metà strada tra Rihanna e M.I.A.

La tanto decantata passione della Michielin per la Formula Uno è sublimata nella traccia conclusiva, l'omaggiante "Alonso", dedicata al famoso pilota spagnolo. Un brano intenso e che chiude con una lacrima un disco nel complesso riuscito, al netto di qualche passaggio "a vuoto".

(20/01/2018)

  • Tracklist
  1. Comunicare
  2. Bolivia
  3. Noleggiami ancora un film
  4. Io non abito al mare
  5. Tropicale
  6. E se c'era...
  7. Scusa se non ho gli occhi azzurri
  8. Vulcano
  9. Due galassie
  10. La Serie B
  11. Tapioca
  12. Lava
  13. Alonso
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