JENNIFER CASTLE - Angels of Death

2018 (Paradise of bachelors)
country

Una buona pratica è quella di non giudicare mai un libro dalla copertina. Ancor più incauto è valutare un disco partendo dal titolo, soprattutto quando esso evoca sensazioni oscure e non del tutto confortevoli. L’angelo della morte che campeggia nella copertina del nuovo album di Jennifer Castle non è foriero di tristi accadimenti, ma è in verità messaggero di un ritorno dall’aldilà: un viaggio dell’anima a ritroso, che si conclude con il recupero della fisicità, attraverso il linguaggio della musica e della poesia.

A far da sottofondo è una musica country-folk apparentemente canonica, incorniciata da una voce vibrante e cristallina che rimanda a Judy Collins e Joan Baez, in converso toni solari più attigui al pop e al soul incrociano gli anni 60 e il romanticismo di Dolly Parton.

Il quinto capitolo discografico di Jennifer Castle (i primi due pubblicati a nome Castlemusic), più che un album sul significato della morte, è l’ennesima rappresentazione allegorica della solitudine esistenziale, raccontata con una poetica che arride ai classici e ispirata da un libro di Joan Didion su come superare il dolore dopo la perdita di una persona cara. 

È una musica avvolgente e confortevole, quella di “Angels Of Death”, perfettamente calibrata da testi raffinati e arrangiamenti di pedal steel, archi e tastiere che vibrano all’unisono, mettendo a fuoco un lirismo impetuoso che scorre come un fiume ricco di affluenti. 

“Nessuna foschia, niente nebbia, non una nuvola/ ma in sostanza l’acqua è tutta intorno a me/ passo attraverso una miriade di confusioni, sulla strada del ritorno in città/ perché non c’è via d’uscita”: sono queste le parole alle quali è affidata l’introduzione di “Tomorrow’s Mourning”,  poche note di piano, sulle quali scorre il disagio della quotidiana dicotomia tra realtà e sogno.

Appare così evidente già dai primi istanti che il nuovo disco di Jennifer Castle è un album ispirato, agile nel muoversi tra deliziose ballate impreziosite da tocchi strumentali sapienti e appassionati, che restituiscono al termine country quella valenza nostalgica che sintetizza la malinconia che affligge i cowboy quando sono lontani dal loro “paese”.

Il delizioso incrocio di cori sixties e atmosfere West Coast della trascinante e sensuale “Texas”, e la perfetta sinergia tra tastiere e pedal steel che anima la title track, confermano una scrittura sapiente e a suo modo originale. Con la stessa incisività lirica gli oltre sette minuti di “Tonight Is The Evening” inondano l’atmosfera di toni noir e sofferti che potrebbero uscire da un album di Jeff Buckley o Hope Sandoval, grazie soprattutto alla splendida interpretazione vocale di Jennifer Castle, che si libra come un fantasma su sonorità astratte e psichedeliche che hanno la grazia di una moderna sinfonia blues.

Altre piacevoli delizie completano il puzzle di “Angels Of Death”: canzoni semplici e accorate (“Crying Shame“), ballate introspettive dai lievi tratti gotici (“Grim Reaper”), melodie che arrivano al cuore senza alcun filtro fisico e corporeo (“Stars Of Milk”) e raffinati interludi orchestrali (“We Always Change’ Reprise Pt. 1”, un brano del 2008 qui ripreso con due diverse chiavi di lettura).

Registrato in una chiesa a Lake Erie, il nuovo disco della cantautrice canadese, pur senza suonare particolarmente innovativo, conferma lo stato di grazia del folk cantautorale contemporaneo, preferendo alle tentazioni avanguardiste un profilo artistico classico e mettendo in scena le sempre valide simbologie di amore e morte che hanno contraddistinto le esternazioni artistiche più autentiche ed eterne dell’essere umano.

30/07/2018

Tracklist

  1. 1. Tomorrow's Mourning
  2. 2. Crying Shame
  3. 3. Texas
  4. 4. Angels Of Death
  5. 5. 'We Always Change' Reprise Pt. 1
  6. 6. Rose Waterfalls
  7. 7. Grim Reaper
  8. 8. Stars Of Milk
  9. 9. Tonight The Evening
  10. 10. 'We Always Change' Reprise Pt. 2

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