Lotic

Power

2018 (Tri Angle)
electro, idm, glitch

Nato a Houston e rilocato a Berlino dove entra a far parte del collettivo Janus di dance avanzata, J’Kerian Morgan debutta a nome Lōtic col maxi-singolo “More Than Friends” (2011), già un vero parto d’artista del sampler (l’ascesso ritmico-vocale di “Rendez-Vous”, la sospensione allucinogena di “Coming Together”), e con megamix d’ascendenza tribal-house come “Lord Jesus It’s A Fire” (2012) e un più avanzato “Damsel In Distress” (2014), dall’uso dissennato e creativo di suoni concreti e campionamenti di vocalist, che lo rivela al pubblico elettronico alternativo. Nell’evanescente movimento della bass music, il successivo Ep “Fallout” (2013) e poi il singolo “Sankofa/Glittering” (2013) sono capisaldi.

Altri due Ep, con cui Morgan forgia impeccabilmente un nuovo ballo industriale tra glitch e analogico, il Morton Subotnick-iano “Agitations” (2015) – suo primo capolavoro – e “Heterocetera” (2015), portano a una pausa di riflessione per la prima uscita su lunga distanza, “Power”.
Il carillon luccicante con gorgheggi di sirena di “Love And Light” (e più avanti quello di “Fragility”) rievoca M83 e Boards Of Canada. Lo stesso assetto ma armato di voci, un fastidioso motto sussurrato in loop e più effettive armonie gospel, sta in “Hunted”.
Con “Bulletproof” invece si cambia tutto, si torna alle gragnuole di beat di “Agitations”, all’impostazione di producer folle che frulla e condisce percussioni e voci in modo quasi ostile. Più regolare “Distribution Of Care”, basata su evoluzioni d’archi elettronici (stavolta più interessanti del beat).

La parte finale si rimangia di nuovo tutto con una sequela, praticamente un Ep sotto mentite spoglie, di pezzi cantati: “Nerve” retrocede ai Massive Attack; “Heart”, vocalmente tediosa, si fonda su un piccolo tour-de-force d’accompagnamento ritmico; “Solace” fa leva sul contrasto tra toni aspramente industriali e lietamente ecclesiali.
Se finora l’ascolto sembra essere stato un portfolio di possibili idee, c’è comunque un costrutto in cui tutto sembra convergere, l’eponima “Power”, una tempesta elettromagnetica riverberata ed enfatizzata oltremodo da un isterico contrappunto metalcore di batteria, incorniciata da un serafico panneggio ambientale, da cui sgorga e a cui ritorna.

Disco chiaramente ispirato al microcosmo di Arca, che va a momenti: alcuni sarebbero stati buoni spunti per un capitolo aggiuntivo del periodo berlinese di Bowie e Eno, molti sono poco più che studi con limiti asettici. E’ il risultato messo in musica, con contraddittoria precisione, di una confusione identitaria, sessuale, artistica, che però Morgan tende a rendere presentabile, a imbellettare, più che esporne le lacerazioni e cavarne dramma. Nessun narcisismo, comunque, e intatta rimane la sincerità di suono come autoritratto. Il disco serve anche come spot promozionale per Moro, producer argentino, qui in “Heart”, uscito in contemporanea (e di nuovo per Janus) con “Irrelevant” (2018), suo secondo Ep, forte di quella creatività (un Chino Amobi meno anarchico) che a Morgan sembra venir meno.

27/07/2018

Tracklist

  1. Love And Light
  2. Hunted
  3. Bulletproof
  4. Distribution Of Care
  5. The Warp And The Weft
  6. Resilience
  7. Fragility
  8. Nerve
  9. Heart
  10. Power
  11. Solace

Lotic sul web