Quattro tracce che sarebbero state benissimo dentro “Relatives In Descent” e che sottolineano lo stato di grazia che la band di Detroit sta attraversando. Gli ingredienti di “Consolation” sono i medesimi del loro manifesto musicale – pubblicato giusto un anno fa – ma questa volta oltre alle chitarre nervose, alle liriche stordenti, all’atmosfera vigorosamente elettrica, troviamo in due episodi il contributo vocale di Kelley Deal delle Breeders, sorellina della più celebre Kim.
Sono post-punk velenosi i due minuti e spiccioli della devastante “Wait”, che apre in maniera imperiosa la scaletta, così come tutt’altro che rassicurante è la più melodica “Same Face In A Different Mirror”. Musica reazionaria, eversiva, rabbiosa, sottolineata dalle sei corde che identificano il pericolo imminente, che sembrano dover esondare da un momento all’altro, contenute a stento entro i possenti argini innalzati dall’infernale sezione ritmica. Poi la signora Deal dona un tocco di grazia femminile alle successive due tracce: “Wheel Of Fortune”, perfetta come singolo di lancio, e la conclusiva “You Always Win”.
Joe Casey impersona uno degli avamposti più autorevoli dell’anti-trumpismo: a capo dei Protomartyr replica in musica tutto il clima di emergenza che regna attualmente negli Stati Uniti e, in fin dei conti, non soltanto da quelle parti. Terminato l’ascolto, non troviamo “consolazione”, restiamo semmai avvolti da una sensazione di diffusa rassegnazione. Una volta concluso il quadriennio presidenziale, gli americani torneranno a votare, e l’esito non sarà così scontato. Tornasse a vincere Trump, potrebbe sì essere un disastro per gran parte dei cittadini d’oltreoceano, ma avremmo potenzialmente davanti a noi ulteriori quattro anni di grande musica, ancor più incazzata di adesso. Magra consolazione, ma almeno questa ce la manterremo volentieri.
02/10/2018
La band di Detroit tra post-punk, melodia e sprazzi rumoristi
Il quartetto di Detroit sfodera il proprio manifesto post-punk, senza mai rinunciare a brillanti atmosfere evocative
La Domino ristampa il fulminante esordio della band post-punk di Detroit, arricchito da 4 bonus track
Nuove soluzioni stilistiche arricchiscono il post-punk contro i poteri forti architettato dal quartetto di Detroit
Dopo pandemia e lutti familiari, il sesto viaggio della band di Detroit non smorza angosce e cupezze
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese