UNIVERSAL SEX ARENA - Abdita

2018 (La tempesta)
alt-rock, prog-rock

In qualche modo rimaneggiati nella formazione, dall’indole aperta e ricombinante e dunque centrati più che mai sull’ideatore, leader e frontman Nicola “Voiture Tempo” Stefanato, nonché compattati in una forma-canzone di reazione alle jam lunghe e acide del predecessore e secondo “Romancitysm” (2014), i veneti Universal Sex Arena ripropongono una veste appena più melodica ma non meno peperina in “Abdita”.

Il passatismo che ha sempre marchiato a fuoco il progetto è sempre presente. Anzi, è sfoderato tatticamente per tirare avanti nei momenti critici, in senso altamente ballabile: una “Like Home” ricalca la “I Need A Hero” di Tyler/Steinman, una “Easy Beast” a mo’ di “Paint It Black”, una “In Palermo You Can’t Jave Me” a metà via tra la “You Really Got Me” dei Kinks e un affondo orientalista alla Paul Butterfield, fino a sfoderare il loro numero finora più pop e rilassato, “Meridiem”.

D’altra parte, creazioni più astruse come “Secret People” (tiratissima, convoluta e acrobatica, ricolma di colpi ad effetto e trovate etniche) e “Alongshore The River” (incubo breve di voci distorte e ricorrenti, tuoni e percussioni) non solo non evitano ma proprio adottano l’effetto frullatore. In “One Three”, fustigata da vocali alte e gridate alla Bjork, debordano nella contraddizione, delle marimbe più sinfoniche che esotiche, ma spettacolare è il flamenco a spron battuto di “Momentum”. Parimenti significativo dell’area del disco più orientata a Stefanato è “Radical Leather”, soul urbano volutamente lasciato antiquato, ma stregato da stridori, trilli horror e un refrain alla Moloko.

Ancora un altro concept, stavolta postmoderno e retro-futuribile sull’Italia del Meridione. Limiti e difetti non sono proprio pochi, suoni spesso bruttini (specie proprio i synth insistiti dello stesso Stefanato), una pronuncia inglese da asma più che eros, un’andatura da Mars Volta minori, una confusione latente e un missaggio che poteva armonizzare anziché sparare i volumi. Eppure non offuscano il succo, una botta e un fervore ritmico – splendidamente ottenuti da improvvisazioni collettive e aumentati da Luca Ferraris, Verdena, che qui produce autentici gioiellini hardcore-samba – genuinamente forsennati. Altri ospiti: Elli De Mon, Maurizio Baggio, Alberto Piccolo. “Abdita” (latino): celata, arcana. Uscita internazionale a cura di Kowloon Records.

08/03/2018

Tracklist

  1. 1. Secret People
  2. 2. The Time Parlour
  3. 3. Horizon Of Barking Dogs
  4. 4. Radical Leather
  5. 5. One Three
  6. 6. Alongshore The River
  7. 7. Like Home
  8. 8. Easy Beast
  9. 9. In Palermo You Can’t Jave Me
  10. 10. Meridiem
  11. 11. Aetna
  12. 12. Momentum

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