Se i miei fossero ricchi non sarei chi sono
Ma sono due falliti e senti come suono
Ciò che colpisce e a tratti sconvolge è la maturità della penna: tanto viscerale quanto elegante nella forma, la scrittura di Massimo Pericolo è già una delle migliori emerse in ambito rap da diverso tempo, di cui sorprende soprattutto la capacità di canalizzare nel singolo verso, nella barra iconica, un tumulto di sentimenti che altri rapper declinerebbero nei soliti verbosi fiumi di parole. Istantanei aforismi come “l’amore fa più male del cocco” (da “Cocco”) e “meglio vendere la droga che comprare views” (da “Sabbie d’Oro”), per non citarne tanti altri, amplificano il messaggio politico di un disco tanto rabbioso quanto disincantato e che trova in due barre di “Ramen Girl” il suo sfogo meno chiassoso ma più tagliente:
Vita vera, sì, davvero, no per finta
Non esiste Dio e nemmeno la giustizia
Ogni canzone qua dentro, nella varietà delle sue soluzioni compositive e di scrittura, promette di arricchire chi vorrà ascoltarla. E per ogni dito medio alle istituzioni (“Scialla Semper”, “Soldati”), arriva anche la dolcezza di una dedica sentita ai compagni di sempre (“Amici”). Fermarsi alla sola, travolgente, irruenza di “7 Miliardi” sarebbe un peccato.
Per Massimo Pericolo il rap è pura terapia: se non avesse trovato questo sfogo, sarebbe probabilmente uscito fuori di testa. Fortuna vuole che sia riuscito a pubblicare il suo primo disco, offrendoci una storia che merita di essere ascoltata.
25/06/2019