Paolo Spaccamonti

Volume quattro

2019 (Escape From Today) | post-rock, noise, dark-ambient

A distanza di dieci anni da quegli “Undici pezzi facili” che nel titolo omaggiavano la pellicola di Bob Rafelson del 1970, interpretata da Jack Nicholson, Paolo Spaccamonti oggi ci mette davanti a “undici pezzi intensi”, racchiusi in un album che, per contrasto, è battezzato semplicemente “Volume quattro”. Sì, perché questo è “solo” il quarto lavoro solista del chitarrista torinese, al netto delle numerose collaborazioni illustri che più volte, qui, abbiamo avuto occasione di citare. È dunque arrivato il tempo, per Paolo, di mettersi a nudo, proseguire in solitaria per un lungo tratto di strada, magari nel buio della notte, salutare da lontano le creature del passato e scrivere da sé una nuova sceneggiatura originale.

I titoli di testa di questa quarta fatica sono affidati ai fugaci bordoni di “Cuocere verdure e fare il brodo con le ossa”, sul finire dei quali la prima scena “Ablazioni” ci fa piombare in un sottobosco dell'anima in cui i beat trip-hop generati da Davide Tomat, unico figurante ammesso a comparire in camera, danno il tempo a una chitarra irrequieta e peciosa.
Passando per la delicata pastorale notturna “Nina” e la rabbiosa invettiva, virata a noise, di “Nessun codardo tranne voi”, “Volume quattro” ci trascina in un perenne saliscendi di emozioni che ora trovano ristoro nelle nubilose pennellate ethereal di “Un gelido inverno” – quasi ci trovassimo di fronte a uno sperato ritorno di “July Skies” – ora si contorcono fra i rigurgiti post-rock di “Rimettiamoci le maschere” e le trame narcotizzanti di “Paul Dance”.

Scena dopo scena, sopraggiunge l'ineluttabile blocco de “I quattro dell'apocalisse”, scoperchiato dalle zaffate drone-doom metal di “Fumo negli occhi” – in cui aleggia la presenza “non accreditata” di Stephen O'Malley e dei suoi Sunn O))) – perpetuato dai singulti dark-ambient di “Tutto bene quel che finisce” e esaurito nelle pallide rifrazioni lunari di “Luce”, che si smorzano nello spleen siderale di “Diagonal”.
Con “Volume quattro”, Spaccamonti ridipinge di nero profondo la cornice di una discografia che, ciononostante, continua a mantenersi musicalmente – e cinematograficamente – variopinta.

(21/10/2019)



  • Tracklist
  1. Cuocere verdure e fare il brodo con le ossa
  2. Ablazioni
  3. Nina
  4. Nessun codardo tranne voi
  5. Un gelido inverno
  6. Rimettiamoci le maschere
  7. Paul Dance
  8. Fumo negli occhi
  9. Tutto bene quel che finisce
  10. Luce
  11. Diagonal


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