Torche

Admission

2019 (Relapse) | stoner metal, alt-rock, shoegaze

La rullata violentissima, distruttiva che apre "From Here" e dunque "Admission", sesto disco dei Torche da Miami, non lascia spazio a dubbi: se siete alla ricerca di emozioni forti con cui concludere questo anno (e decennio) musicale, siete incappati nel disco giusto. Parliamo peraltro di una band che (attiva sin dal 2004) per una nicchia ben precisa di ascoltatori, non molto vasta ma certamente esigente, ha rappresentato un piccolo culto. Conquistato grazie a un blend con i muscoli d'acciaio di stoner/sludge-metal, shoegaze e piccoli furti dall'immenso calderone alternative rock di estrazione 90's. Non dovrebbero lasciarseli sfuggire tutti gli estimatori di colossali deviazioni sonore come quelle di Isis, Russian Circles e Pelican.

L'attacco è di quelli implacabili, dicevamo, con 4 pezzi che non lasciano un attimo di tregua: batteria rutilante e riff feroci attivano uno stoner accelerato e dritto come la traiettoria di un bulldozer. Lo shoegaze è qui ridotto all'inflessione lamentosa del cantato di Steve Brooks e a qualche allungo dolente di chitarra sullo sfondo.
Sta a "Times Missing" riportare equilibrio nella formula, con Brooks che si produce in una cantilena a metà tra Ride e Alice In Chains. Prima del finale in cui le chitarre finalmente si sfibrano nella consueta coltre di feedback, il voltaggio dei riff è però ancora troppo alto per parlare di shoegazing. Questo stare in mezzo ai due generi, senza lasciare che si intreccino fin in fondo, insieme alle intuizioni melodiche dell'assolo e del finale, fa del pezzo un ottimo esempio della proposta dei Torche.

Melodicamente brillante è anche la title track, centrata su un arpeggio minore di quattro note suonate tra le lacrime, attraversata poi da un altro splendido assolo, languido e sgranato. I due brani sono però solo una sosta melodica, "Reminder" e "Extreme Of Consciousness", con questa seconda a fare da epicentro stoner del disco, riportano la ferocia in primo piano. Dopo una "On The Wire" non proprio mediocre, ma sicuramente di maniera, è la volta di un finale lussuoso e tonante. Prima con "Infierno", un baccano di feedback e distorsioni che ti cade addosso come le macerie di un palazzo in fiamme, poi con una canzone spaziale come "Change Comes", vetta psichedelica della formazione.

(15/12/2019)

  • Tracklist
  1. From Here
  2. Submission
  3. Slide
  4. What Was
  5. Times Missing
  6. Admission
  7. Reminder
  8. Extremes Of Consciousness
  9. On the Wire
  10. Infierno
  11. Changes Come


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