Atramentus

Stygian

2020 (20 Buck Spin) | funeral-doom-metal, dark-ambient

Il canadese Philippe Tougas, fondatore degli Atramentus, è un veterano del metal che milita anche in Chthe'ilist, Cosmic Atrophy, D.D.T., Eternity's End, First Fragment, Funebrarum, oltre ad aver bazzicato numerose altre formazioni, anche solo per supportarle dal vivo. Ha scritto questo "Stygian" in quasi un decennio. Già nel 2012 ha completato gran parte del processo creativo, però ha deciso di accantonare il tutto per un lustro abbondante.
Solo nel 2018, affiancato da altri due Chthe'ilist, il chitarrista Claude Leduc e il bassista Antoine Daigneault, più il tastierista François Bilodeau e l'esperto batterista X. Berthiaume (ora nei Gevurah e Akitsa ma anche ex-Atonement, ex-Down to Ruins ed ex-Cauchemar) riesce a concludere la registrazione. La band autoproduce il tutto e solo nell'agosto 2020 pubblica sotto 20 Buck Spin.

L'album racconta di un solitario cavaliere immortale, condannato da un dio sadico a sopravvivere a ogni forma di vita sulla Terra, persino dopo la scomparsa del sole, tormentato dai ricordi e dal dolore. Nei 44 minuti totali, divisi in due brani estesi e uno breve, si alternano malinconico e lugubre, angosciante e mostruoso. Tutto questo mentre si esplora uno scenario infernale, apocalittico e orrorifico che ha una forte componente atmosferica.
"Stygian I: From Tumultuous Heavens… (Descended Forth The Ceaseless Darkness)" apre con una trenodia d'organo e un ruggito-conato da antologia del terrore in musica, poi dissolve nell'asfissiante death-doom una goccia di sinfonico, imbastendo una struggente melodia; la straziante sovrapposizione di grida dannate adorna un lungo e dilatato movimento centrale, prima di ridursi a sussurro esanime, con l'organo a guidare l'abluzione nell'abisso, sferzata da altri ruggiti inumani e chiusa da tonfi pachidermici.

La breve "Stygian II: In Ageless Slumber (As I Dream In The Doleful Embrace Of The Howling Black Winds)" è una minacciosa nube dark-ambient che conduce alla colossale "Stygian III: Perennial Voyage (Across The Perpetual Planes Of Crying Frost & Steel-Eroding Blizzards)" (23 minuti), desolante doom funebre aperto da un grugnito inumano che lentamente muta in una sinfonia della disperazione, con le chitarre che vorticano inconsolabili, aprendo postille decadenti insieme a toccanti interventi di pianoforte e cori liturgici; un lungo assolo di chitarra è il primo climax, poi una lenta sinfonia corale per dannati anticipa la disgregazione in un dark-ambient onirico e tragico, punto di partenza della sensazionale impennata finale: rintocca una melodia, prega una voce, il coro si aggiunge, poi tutti gli strumenti entrano in un turbine e un'atroce accelerazione sublima la tristezza in supplizio, un ultimo eterno grido.

Il ritardo di otto anni non inficia granché il risultato, nella nicchia estetica del funeral-doom-metal. Dopo che il sotto-genere ha raggiunto un suo vertice creativo prima con gli Esoteric di (soprattutto) "The Pernicious Enigma" (1997) e poi con i Bell Witch di "Mirror Reaper" (2017), si può solo lavorare per dettagli e finezze. Gli Atramentus lo fanno arricchendo le lunghe, dilatate composizioni di suoni spaventosi e vette di tensione e dolore, giocando con la ricchezza degli arrangiamenti, eccellendo nell'uso delle voci ed evitando di eccedere in lentezza o lunghezza. Consigliato, in particolare, a chi apprezza il lugubre e l'orrorifico.

(02/09/2020)



  • Tracklist
  1. Stygian I: From Tumultuous Heavens… (Descended Forth the Ceaseless Darkness)
  2. Stygian II: In Ageless Slumber (As I Dream in the Doleful Embrace of the Howling Black Winds)
  3. Stygian III: Perennial Voyage (Across the Perpetual Planes of Crying Frost & Steel-Eroding Blizzards)


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