Belle and Sebastian

What To Look For In Summer

2020 (Domino) | indie-pop

Presentarsi con un titolo estivo nel bel mezzo delle festività natalizie potrà apparire come una bizzarria, l'ennesima di una ormai lunga e gloriosa carriera. Tuttavia, almeno stavolta, il presunto depistaggio messo in atto dai Belle and Sebastian è in realtà un indizio. "What To Look For In Summer" rappresenta da un lato il senso di smarrimento di una band alle prese con le difficoltà - in primis logistiche - di una pandemia, dall'altro la necessità di riempire quel tempo sospeso, apparentemente sprecato.
Ebbene, Stuart Murdoch è uno che usa parecchio i social network, anzitutto per mettersi in contatto diretto con i suoi fan: li coinvolge nelle scelte, ascolta i loro pareri. Non stupisce, dunque che, messo nella naftalina il prossimo album in studio che gli scozzesi avrebbero voluto registrare quest'anno a Los Angeles, il cantante dei B&S abbia chiesto al suo pubblico che cosa gradisse in questa annata di necessaria, dolorosa pausa. La risposta è stata un disco live. Detto, fatto: il gruppo ha speso l'estate a selezionare le migliori prove del lungo tour del 2019 (comprensivo del "Boaty Weekender", il tris di concerti tenuti su di una nave da crociera) e ciò che ne è uscito prende il titolo, programmatico, di "What To Look For In Summer".

Un regalo ovviamente gradito, ci mancherebbe, anche perché i Belle and Sebastian non sono certo nuovi a pubblicazioni dal vivo (come dimenticare le "BBC Sessions"?), ma queste sono piuttosto datate. Nel frattempo il canzoniere degli scozzesi si è ampliato a dismisura, magari a discapito della media qualitativa, dirà qualcuno, ma non senza qualche nuovo brano che non sfigurerebbe in un ipotetico "best of".
A dirla tutta, in questo repertorio che i diretti interessati riferiscono di aver scelto senza badare a epoche e album, la vecchia guardia prende ancora il sopravvento, quella che - senza troppi giri di parole - gli ascoltatori vogliono ascoltare. Ma c'è anche un altro motivo di novità rispetto agli altri live album dei B&S, ed è la capacità del gruppo di vivere in modo più positivo il palco e il rapporto con la platea, lasciando da parte la timidezza congenita dei componenti per dare vita a un evento festoso. "È come se avessi i tuoi amici a cena e vuoi che tutto vada bene", dice Murdoch a proposito dei concerti. "Non importa quanto siano miserabili le tue canzoni - forse la maggior parte dei fan ha imparato ad amarle in una camera da letto o in cucina - quando inizi uno spettacolo, è una cosa diversa. Vuoi solo che tutti si sentano bene". E ancora: "Andare in tour con la band è qualcosa che non avrei mai pensato avremmo fatto. Si è trasformato nell'emozione di una vita, davvero, in modo manifesto, fisico. È solo l'esperienza più bella che penso di aver avuto nella mia vita".

In ordine più o meno casuale, antiche e recenti hit provano a superare il test del live, con risultati perlopiù positivi. Dell'ultimo repertorio brilla "We Were Beautiful", un brano che già in studio si stagliava nella sua piccola memorabilità da instant classic; ben meno edificante è invece il risultato ottenuto con una "Poor Boy" che stenta nel far brillare la sua allure pop (né la prova vocale della Martin aiuta granché, va detto).
Andando a ritroso a livello temporale, non possiamo che confermare (dopo il live a cui avevamo assistito nel 2018) che "Stay Loose" rimane uno dei brani più divertenti del lotto, soprattutto per via di quel ritornello che sembra fatto apposta per essere cantato da una folla festante. Carine anche le versioni di "Step Into My Office, Baby" e "Wrapped Up In Books", sostanzialmente coeve. E visto che si parla di divertimento, il pezzo da novanta è ancora una volta "The Boy With The Arab Strap", qui presentata in una versione estesa e vagamente alcolica.

Siamo di fatto già nel campo dei grandi classici degli scozzesi, e qui si apre un capitolo ancora più ampio. Spiccano le versioni di "If You're Feeling Sinister" e "My Wandering Days Are Over", messe lì in successione quasi a tradimento verso il fondo della lunghissima tracklist (ventritré brani). Ma a brillare è soprattutto una versione per piano e voce di "The Fox In The Snow", davvero da brividi.
Qualcuno lamenterà che dentro a "What To Look For In Summer" mancano diversi pezzi da novanta - "Piazza, New York Catcher", "I Want The World To Stop", "Another Sunny Day" per citarne qualcuno - ma in fondo Murdoch e soci avevano chiarito fin da subito che non si sarebbe trattato di un best of o di un'antologia. In compenso, rispolverare pezzi come "I Can See Your Future" o "Dirty Dream Number Two" magari farà tornare la voglia di riprendere in mano alcuni album meno celebrati della discografia glasvegiana. Ammesso che li abbiate mai abbandonati.

(11/12/2020)

  • Tracklist
  1. The Song Of The Clyde
  2. Dirty Dream Number Two
  3. Step Into My Office, Baby
  4. We were Beautiful
  5. Seeing Other People
  6. If She Wants Me
  7. Beyond The Sunrise
  8. Wrapped Up In Books
  9. Little Lou, Ugly Jack, Prophet John
  10. Nice Day For A Sulk
  11. I Can See Your Future
  12. Funny Little Frog
  13. The Fox In The Snow
  14. If You're Feeling Sinister
  15. My Wandering Days Are Over
  16. The Wrong Girl
  17. Stay Loose
  18. The Boy Done Wrong Again
  19. Poor Boy
  20. Dog On Wheels
  21. The Boy With The Arab Strap
  22. I Didn't See It Coming
  23. Belle And Sebastian


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