Glåsbird

Novaya Zemlya

2020 (Whitelabrecs) | ambient

Il nuovo capitolo della biblioteca ambientale del progetto Glåsbird è dedicato al poco noto arcipelago russo Novaja Zemlja, situato tra i mari di Kara e Barents, con due isole divise dallo stretto di Matochkin. Due isole mitiche nell’immaginario russo, sede di natura selvaggia e incontaminata nelle vicinanze dell'Artico.

La poetica del musicista senza nome, autore di progetti dedicati a vari luoghi geografici poco noti e poco antropizzati, trova in “Novaya Zemlya” una nuova anima. Infatti, nonostante queste isole siano in gran parte disabitate e ghiacciate per quasi tutti i dodici mesi, negli anni 50 sono state la sede di ben 130 test nucleari russi, che ne hanno ovviamente influenzato negativamente l’equilibrio naturale. L’ultimo test è datato 1961, anno in cui fu fatta esplodere quella che allora era l'arma nucleare più potente del mondo, la "Bomba Zar".

La musica si muove ancora tra ambient e modern classical e si avvicina più agli ambigui scenari di Jóhann Jóhannsson (ambigui in quanto inquietanti e rasserenanti allo stesso tempo), dove si coglie da un parte l’idea impressionistica di una musica che descrive i paesaggi nella maniera più impersonale possibile, ma che sa cogliere anche quello che nel paesaggio non è più visibile in quanto il tempo ne ha (apparentemente) cancellato ogni traccia.
“Vanya”, dal nome in codice che i russi avevano dato al progetto di detonazione della Bomba Zar assume quindi aspetti drammatici solitamente ignoti al progetto Glåsbird, con fiati quasi a urlare ripetutamente la loro disperazione. Ma l'isola nei secoli è stata soprattutto luogo di esplorazioni estreme (nel XVI secolo vi morì l'esploratore Willem Barentsz) e alcune tracce cercano di dare voce a questa parte più favolistica, dall’ambient eniano di “Glåsnost” alle leggiadre note di piano minimalista di “Staryye Doma”.

Gli anni bui sono descritti in “Meteostantsiya” - con l’utilizzo di registrazioni ambientali - e in “Paryashchiye Morya”, dove sono palpabili gli orrori delle radiazioni nucleari. Proseguendo nella piccola storia dell'arcipelago si chiude con “Posledniy Voyazh”, con archi e piano bucolici e uno sguardo al futuro probabilmente ottimistico per un luogo che cerca ogni giorno di superare il suo passato e riacquistare l'originario legame con la natura incontaminata.

(27/10/2020)



  • Tracklist
  1. Glåsnost
  2. Staryye Doma
  3. Nochnaya Zvezda
  4. Vanya
  5. Meteostantsiya
  6. Paryashchiye Morya
  7. Lednik Ostrova
  8. Posledniy Voyazh


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