Jesu

Terminus

2020 (Avalanche Recordings) | post-rock

In latino la parola terminus esprimeva il concetto di limite, confine, conclusione. Accezione conservata nell'uso inglese del termine, il quale significa proprio “capolinea”, come ricordano bene i fan della serie "The Walking Dead". Tra quali dei due significati si muove il ritorno di Justin Broadrick? Era dal 2013 – data di uscita di “Everyday I Get Closer To The Light From Which I Came” – che l'ex-membro dei Napalm Death, poi fondatore dei Godflesh e del progetto techno JK Flesh, non pubblicava un album con il moniker Jesu, senza contare le ultime produzioni in coppia con Sun Kil Moon, tra cui “30 Seconds To The Decline Of Planet Earth”. Qualcosa si era mosso quest'estate con l'Ep “Never”, dove spiccava la bellissima “Suffocator”: un delicato sintetizzatore intrecciato al peso della chitarra, tra colpi di batteria ed echi vocali. Una buona anteprima per gli otto brani di “Terminus”, uscito per la sua label Avalanche Recordings.

Un album molto fosco e grigio fin dalla copertina autunnale e malinconica, in perfetta sintonia con il resto della gallery degli scatti delle cover scelte dal Nostro negli anni. Se il paesaggio ci appare plumbeo, bisogno capire però con quali occhi lo stia ammirando Broadrick, poiché tra i brani non manca una ispirazione vitale. I fan del suono chitarristico riverberato e pesante di Jesu troveranno ciò che desiderano fin dall'apertura di “When I Was Small”, scelto infatti come primo singolo. Al greve movimento delle sei corde, segue la lieve freschezza melodica di “Alone”. Se il brano sembra voler spiccare il volo per sfuggire alle nubi della tristezza e al senso di fallimento precedentemente raccontato (“I tried to see both sides/ But I failed/ I failed to be the one/ The one that's meant to lead/ The one who has no needs”), il viaggio in crescendo dei dieci minuti della title track e “Sleeping In” ci conducono nel cuore dell'opera.

Giunti al climax di “Terminus”, il resto è una lieve ma costante discesa segnata dal vocoder e dalla drum machine di “Consciousness”, dai tagli elettronici finali della dolente “Disintegrating Wings” e dalla riflessione sulla propria identità e sul mondo che ci circonda in “Don’t Wake Me Up”.
Chiude il lavoro il brano strumentale elettronico “Give Up”, il cui titolo, posto alla fine dell'album, ci interroga sulla sorte stessa del progetto Jesu.

(29/11/2020)

  • Tracklist
  1. When I Was Small
  2. Alone
  3. Terminus
  4. Sleeping In
  5. Consciousness
  6. Disintegrating Wings
  7. Don’t Wake Me Up
  8. Give Up


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