Due pesi massimi della musica esoterica hanno unito le forze per registrare il primo capitolo di quella che si preannuncia come una saga avvincente. “Post-Folk Lore Vol. 1” raccoglie quattro brani nati durante la pandemia che ha costretto milioni di persone a sperimentare un isolamento forzato. D’altro canto ci sono musicisti che sono abituati a vivere lontani dalle masse. Tale il loro legame con l’isolamento da aver dato vita a uno stile della musica elettronica, l’isolazionismo. Quasi trent’anni fa la Virgin battezzò il neologismo con una doppia raccolta che metteva insieme nomi di una scena trasversale.
A quei tempi Robin Storey era già un veterano, avendo aiutato a definire per un decennio la grammatica della musica post-industriale con i seminali :zoviet*france:, e dal 1992 con il suo progetto elettronico Rapoon. Proprio in quegli anni Giuseppe Verticchio ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica elettronica, sperimentando con i suoni delle percussioni recuperate durante alcuni viaggi in Thailandia.
L’incontro tra Nimh e Rapoon è tra due degli artisti più ispirati della scena eso-industrial. Lanciandosi messaggi cifrati dall’Italia alla Gran Bretagna, i due musicisti sono riusciti a cucire una sinfonia dell’oscurità avvincente: gli arpeggi dell’introduttiva “Compensating Contemplation” si infrangono su colonne di percussioni acquatiche; il didjeridoo di “Wagging Tongues, Circulate Hot Air” manda in orbita un drone che rivela abissi senza fine, tra eruzioni di metallo fuso, campane asfissianti e meravigliose percussioni siderali.
Per chi frequenta la scena dark-ambient “Post-Folk Lore Vol. 1” è un ascolto obbligato. Per tutti gli altri è una porta verso una dimensione nascosta.
08/07/2020