Raye

Euphoric Sad Song

2020 (Polydor) | pop, dance

Singoli, remix, Ep, collaborazioni e comparsate: la costruzione di un profilo artistico nell'era streaming è un affare complesso, dove migliaia di voci competono ogni settimana nel tentativo di prevalere in un impietoso panorama dove vige la regola del tutto, subito e sempre a gratis. Lo sanno bene le moderne major, che predicano tanto il vangelo della rapida sequenza di pubblicazioni quanto quello della santa pazienza. E lo sa bene anche la londinese Raye, 23 anni con origini familiari in Svizzera e Ghana, che nell'ultimo triennio è rimbalzata spesso nelle frequenze radio del Regno Unito, ma senza mai fare il botto.
Come per tante altre, il suo è il classico caso di una presenza duttile che si ricicla all'occasione in preparazione per il salto verso il grande pubblico. Viene spontaneo pensare a Dua Lipa, Mabel e Rita Ora, ma Raye dispone anche di un'anima più indie, capace di mescolare la sfrontatezza urbana di Lily Allen con la grazia di Sarah CracknellIsobel Campbell e Rose Elinor Dougall. Inutile negarlo: la piacevolezza della sua proposta va spesso ben oltre la media del genere.
 
La Polydor tiene a precisare che "Euphoric Sad Songs" è più un mini-album che non un debutto vero e proprio, quasi a volersi smarcare per il profilo tutto sommato ancora poco conosciuto dell'autrice (gli ascolti brevi, del resto, sono penalizzati dall'algoritmo dello streaming). Ma per il pubblico a casa, nove canzoni per mezz'ora di musica sono esattamente quanto basta.
Semplicissime ma efficaci, "Love Me Again", "Change Your Mind", "Please Don't Touch" e "Love Of Your Life" non brillano forse per produzione, ma l'attenta costruzione melodica dà modo alla ragazza di mettere in mostra un timbro giovanilisticamente imbronciato, al contempo energico e fragile, raffinato e colloquiale. Assieme ai Rudimental per "Regardless" e al dj kosovaro Regard per "Secrets", Raye comanda senza problemi anche le emittenti dance europee.
Ci pensa l'irresistibile "Natalie Don't" a offrire un maliconico spaccato di pop d'autore - buffo notare come il testo richiami tematicamente proprio quello di "Sylvie", intonato dalla sopracitata Sarah Cracknell assieme ai suoi Saint Etienne. Con un semplice giro di chitarra in sottofondo, "All Dressed Up" brilla per un'interpretazione concisa e pertinente, che svecchia ogni sentore vintage di troppo e mantiene il tasso di glicemia davvero basso (Adele non riesce nell'impresa ormai dai tempi di "19").
 
Tutto è ancora da giocarsi ovviamente; con un occhio alla folla di un festival e uno alla tradizione del pop più British, Raye dimostra di saper far suoi sia i beat della dance che le ballate più soffuse. Sempre quest'anno, per dire, ci aveva provato anche col motivetto estivo nu-disco "Tequila", assieme a Jax Jones, Martin Solveig ed Europa, a dimostrazione di una volontà che non ha alcuna paura di smarrire la via.
Sperando che il tutto non si risolva in una bolla di sapone, "Euphoric Sad Songs" per ora è tutto quanto c'è da sapere sul conto di Raye - ed è già più di una semplice promessa.

(06/01/2021)



  • Tracklist
  1. Love Me Again
  2. Change Your Mind
  3. Regardless with Rudimental
  4. Secrets with Regard
  5. Natalie Don't
  6. All Dressed Up
  7. Please Don't Touch
  8. Walk On By
  9. Love Of Your Life


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