Roger Eno And Brian Eno

Mixing Colours

2020 (Deutsche Grammophon) | modern classical

Dopo tanti anni dalla celebre collaborazione di “Apollo: Atmospheres & Soundtracks” (1983), pur a nome Brian Eno, i due fratelli Brian e Roger tornano per la loro prima pubblicazione a doppio nome. Due artisti diversi, il più celebre Brian autore di una carriera piena di svolte ed evoluzioni tra cui la creazione dei una musica per ambienti, musica come arredamento, che ha gettato le basi per migliaia di musicisti della nuova generazione (la quantità di nuove pubblicazioni ambient è a dir poco enorme), mentre Roger è più legato alla scuola impressionista del pianoforte, figlia della ricerca ossessiva di nuovi timbri, di un nuovo cromatismo sonoro che è una delle fondamenta della musica del Ventesimo secolo.

Due mondi diversi - Brian che riempie un ambiente, Roger che cerca di descriverlo con cromatismi sempre diversi, prendendo spunto dal maestro Erik Satie - ma due mondi che si compenetrano tra loro costantemente. Cos’è, ad esempio, l'esperimento di "Apollo" se non proprio una descrizione cromatica dell’Universo, cos’è il celebre “Music For Films” (1978) se non un'alternativa impressionista (cioè con intenti rigorosamente descrittivi) al leggendario “Music For Airports” dello stesso anno, Lp emblema della musica per arredamento? Colori e mondi che si confondono tra loro per dare vita al nuovo “Mixing Colours”, figlio una lunga serie di piccole composizioni per piano di Roger, successivamente riviste e modificate da Brian, in modo abbastanza simile alle due collaborazioni di Brian Eno con Harold Budd di “The Plateaux Of Mirror” (1980) e “Pearls” (1984). Le brevi bozze di piano di Roger sono manipolate dal fratello e arricchite di nuovi colori timbrici (da qui il nome) che danno nuova essenza a quello che poteva essere un semplice nuovo album di modern classical per piano.

La leggerezza romantica di Roger si collega all’elettronica di Brian per aprire nuovi scorci di luce dove è il colore a dominare. Brani come “Blonde”, “Obsidian”, “Cerulean Blue”, “Celeste” manifestano l’intento di ricerca timbrica che alterna romanticismo a ricerca di estasi quasi religiose, sonate di piano classiche a ricerche da un'immagine (sonora) a sfocati paesaggi della memoria. Tra i tanti brani, diciotto per una durata di settantacinque minuti, i più riusciti risultano essere quelli dove l’equilibrio tra melodia e timbro appare meglio messa a fuoco, come nei tintinnii di “Spring Frost” o “Burnt Umber”, o tra gli organi religiosi di “Obsidian”, i giocosi squarci modern classical di “Blonde”, la ninna nanna elettronica di “Verdigris” e lo stile da sonata classica a-là Satie di “Iris”.

Ma “Mixing Colours” va preso nella sua interezza, un viaggio di più di un’ora tra la magia e il sogno, nel quale piano ed elettronica si fondono insieme, con un'armonia perfetta che solo due grandi maestri potevano realizzare. Il suggello della storica etichetta di musica classica Deutsche Grammophon è solo la ciliegina sulla torta nella straordinaria carriera dei fratelli Eno.

(30/03/2020)



  • Tracklist
  1. Spring Frost
  2. Burnt Umber
  3. Celeste
  4. Wintergreen
  5. Obsidian
  6. Blonde
  7. Dark Sienna
  8. Verdigris
  9. Snow
  10. Rose Quartz
  11. Quicksilver
  12. Ultramarine
  13. Iris
  14. Cinnabar
  15. Desert Sand
  16. Deep Saffron
  17. Cerulean Blue
  18. Slow Movement: Sand




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