SELENA GOMEZ - Rare

2020 (Interscope)
dance-pop, electropop

Potrà dispiacere ai molti che avrebbero voluto un ritorno sulle scene contraddistinto da confessioni a cuore aperto e da dichiarazioni sul suo privato, ma “Rare”, primo effettivo progetto discografico dopo uno iato di cinque anni, offre ben pochi spunti sull’ultimo lustro di Selena Gomez. Non che l’ex-stella della Disney non colga l’occasione per sfruttare un tono più personale, nel farlo però adotta una prospettiva decisamente più propositiva, attraverso cui parlare di resilienza e rinnovamento, e gettare giusto sguardi in tralice al passato, come se il peggio, in fondo, fosse davvero stato archiviato.

Disco pop come raramente se ne producono al giorno d’oggi (in tempi di sponde all’hip-hop pressoché obbligatorie), il terzo album solista della cantante texana è un lavoro ovattato ed elegante, ballabile ma avvolgente, che gioca con i trend degli ultimi anni (tropical-house, nu-r&b, latin-pop) senza alcuna paura, infiocchettando canzoni dal forte tiro melodico e di sufficiente compattezza. Anche a non godere di un carattere più netto, l’album scorre che è un piacere.

Per quanto giustificati nella scelta per via della natura più intima dei testi, fa quasi specie che i due singoli pubblicati in anticipo all’album risultino essere due dei suoi momenti più deboli. “Lose You To Love Me”, diretta al suo altrettanto celebre ex e prima sua numero uno nella Hot 100 di Billboard, non si allontana da nemmeno uno dei cliché della ballata contemporanea, tra accenni minimali di pianoforte, una linea melodica da accorata torch-song, il taglio “confessionale” del testo, sospeso tra amarezza e speranza.

Non fa molto meglio “Look At Her Now”, che malgrado la sua (relativa) baldanza e la voglia di riscatto si risolve in uno spento infiocchettamento tropical-pop, puntellato da fiacche aperture strumentali e da un beat privo di qualsivoglia spunto. Un peccato, dacché la restante selezione offre ben altri motivi di interesse. Con un fittissimo cast di co-autori e produttori a dare manforte al progetto, il lavoro scorre infatti fluido, elegante, avvolge come un guanto il timbro soffice e flautato di Gomez, mai così a suo agio nel complesso di un album intero.

Si ottiene un album che passa attraverso raffinati numeri house quali “Dance Again” (ottima la gestione del beat in fascia deep-house) e “Let Me Get Me” (soffuso notturno caraibico), che riesce a piazzare singoli pop di pregio quali la spigliata title track e l’electro-intimità di “Vulnerable”, che non disdegna nuove sviate verso territori r&b, opportunamente filtrati da una lente più latina (“Ring”).

Certo, indubbiamente manca quel pizzico di cattiveria che riuscirebbe a rendere episodi quali “Kinda Crazy” (sophisti-pop fin troppo addomesticato, visto il tema) o “Cut You Off” (throwback agli anni Zero più morbidi e addomesticati) più graffianti, è altrettanto vero però che la forte coesione dell’album fornisce un valore aggiunto, nei termini di coesione interna e “personalizzazione” del progetto, che altrimenti avrebbe reso il prodotto un frullatone senza direzione alla maniera dell’ultimo di Camila Cabello.

Probabilmente in futuro Selena Gomez tirerà fuori i proverbiali sassolini dalla scarpa, per adesso quello che si può fare è godersi un bel dischetto pop senza particolari pretese, indubbiamente ben prodotto e dotato di un’ottima spinta melodica. Vista la fine di tante ex-star di casa Disney, questo non è un aspetto da sottovalutare.

20/01/2020

Tracklist

  1. 1. Rare
  2. 2. Dance Again
  3. 3. Look At Her Now
  4. 4. Lose You To Love Me
  5. 5. Ring
  6. 6. Vulnerable
  7. 7. People You Know
  8. 8. Let Me Get Me
  9. 9. Crowded Room (ft. 6LACK)
  10. 10. Kinda Crazy
  11. 11. Fun
  12. 12. Cut You Off
  13. 13. A Sweeter Place (ft. Kid Cudi)

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