Snowgoose

The Making Of You

2020 (Glass Modern / Ba Da Bing) | folk, country, pop

Sono passati otto anni da “Harmony Springs”, album d’esordio del duo scozzese Snowgoose, ma nonostante il passare del tempo, Jim McCulloch e Anna Sheard non hanno alterato la grazia artigianale della loro musicalità o modificato la qualità dei musicisti coinvolti nel loro progetto.
A supporto del duo una backing band che vede nuovamente protagonisti il batterista Stuart Kidd, ex-compagno di Jim McCulloch nei Bmx Bandits, il bassista Dave McGowan e il chitarrista Raymond McGinley (Teenage Fanclub e non solo), questa volta in buona compagnia di Ken McCluskey (Bluebells), David Scott (Pearlfishers) e Chris Geddes (Belle And Sebastian).

“The Making Of You” rinsalda l’eleganza dell’esordio con un amalgama ancora più avvincente tra folk inglese e country, consolidato da una scrittura più efficace, ora condivisa tra i due membri del duo. Non stupisce che Jim e Anna abbiano scelto come B side del loro primo singolo, “Hope”, un brano di Judee Sill (“Lady O’”). Un richiamo tutt'altro che isolato al nobile passato della musica folk angloamericana, che resta oggetto di continue e piacevoli citazioni che non sono puramente estetiche e che, al contrario, ne catturano lo spirito.

Le prime suggestioni sono quelle dei Fairport Convention e di Sandy Denny, le quali riecheggiano nella soave melodia folk di “Everything”, incorniciata da un tocco prog alla Procol Harum e un lieve brio psichedelico scandito dal suono dell’organo; quest’ultimo protagonista anche dell’avvincente “Who Will You Choose”, un brano che con un vivace cambio di registro rievoca tutta la grandeur dei Buffalo Springfield e di Crosby Stills & Nash.
Nell’universo creativo degli Snowgoose c’è, tuttavia, spazio anche per personaggi ritenuti a torto minori, come gli Association e Spanky & The Gang, protagonisti di quella scena californiana che ha sempre esercitato un fascino sui musicisti scozzesi; da questo legame trae origine la poetica malinconia di “Undertow” e la raggiante contagiosità folk-pop di “Hope”.

La maturità espressiva della voce di Anna Sheard raggiunge il picco nell’elegante jazz-folk di “Goldenwing”, e non è da meno l’intrigante ballata alla Joni Mitchell “Counting Time”, mentre sorprende il fascino retrò e mitteleuropeo di “Leonard”, un brano noir che offre un magico assolo d’armonica e che sembra uscire da un disco di France Gall.
Pur se inquadrabile in uno scenario folk retrò, l’album degli Snowgoose è a suo modo imprevedibile: ci sono echi dei Traffic nella title track, di Shelagh McDonald in “The Optimist” ed è impressionante il toccante lirismo d’antan di “Undertow”, mentre sorprende il mood jazz/bossa nova di “Deserted Forest”, che rivela una reverente ammirazione per Antonio Carlos Jobim.

Se la grazia dell’esordio “Harmony Springs” poteva facilmente essere racchiusa nella cristallina lettura di glorie passate, per “The Making Of You” la semplificazione del termine retrò non è più sufficiente a descrivere la maturità raggiunta dal duo. Per gli Snowgoose si aprono scenari nuovi e stimolanti. E non mi sorprenderei se nelle classifiche di fine anno questo secondo album del duo facesse capolino in molte liste. Sarebbe un giusto riconoscimento per una delle più convincenti pagine folk-pop di questi ultimi tempi.

(15/07/2020)



  • Tracklist
  1. Everything
  2. Who Will You Choose
  3. Hope
  4. The Making Of You
  5. Counting Time
  6. Goldenwing
  7. Leonard
  8. Deserted Forest
  9. The Optimist
  10. Undertow
  11. Gave Up Without A Sound




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