Special Interest

The Passion Of...

2020 (Night School) | post-punk, glam-rock, no wave

Strana coincidenza quella verificatasi in questa settimana, con ben tre progetti musicali provenienti da New Orleans che giravano nel mio lettore cd. Se il passaggio dal folk-blues onirico di Sam Doores al synth-pop dei Video Age non ha turbato molto le mie percezioni extrasensoriali, la furia creativa di Alli Logout (voce), Nathan Cassiani (basso), Maria Elena (chitarra) e Ruth Mascelli (electronics) ha rimesso in moto l’ormai sopita passione per il nichilismo sonoro.
E mentre i fervori post-punk ritornano a essere protagonisti delle argomentazioni critiche più roventi, con Fontaines D.C. e Protomartyr che si contendono lo scettro del revival a suon di normalizzazioni armoniche e trasgressioni apparentemente intimidatorie, spunta dall’oscurità il secondo album degli Special Interest: un disco che ristabilisce priorità e urgenze del rock alternativo e dissidente.

“The Passion Of” più che un canto è un grido, uno tsunami emotivo saldamente ancorato su aguzze sonorità punk, un concentrato di perversione ideologica e di sentimenti puri che, più di altre proposte in chiave post-punk, anticipa una nuova stagione di rabbia e sorda rivoluzione. Granitiche sonorità industrial (“Passion”) agitano a tempo di disco-rave un misto grezzo di punk, techno e glam (“Passion”), passando dall’estasi di “Disco III” alla distruzione di “Don't Kiss Me In Public”, con la stessa naturalezza con la quale il corpo spazia dallo sballo al coma.
Sesso e depravazione scivolano su ritmi destrutturati e ipnotici, ricchi di sinistra lascivia post-industrial, la fisicità diventa prodotto asettico involontario esibito a tempo di dance-rock-techno (“A Depravity Such As This...”), l’ordine e il controllo diventano unici fronti da combattere, mentre il battito della musica, sempre più ossessiva e minimale (“All Tomorrow's Cary”), dona l’ultimo vigore a una ribellione che non ha più sete di libertà ma di spietata giustizia.

Meravigliosa e impertinente rappresentazione del disorientamento giovanile, “The Passion Of” procede come un rituale in bilico tra l’orgiastico e lo spirituale, costringendo l’ascoltatore a confrontarsi con un mondo di cui ha fatto parte e del quale sembra volersi estraniare per abbracciare uno stile di vita politically correct, poco ossequioso della natura umana. Il brio industrial-techno-punk di “Homogenized Milk”, l’acida trance hard-punk che corona il manifesto sovversivo di “With Love” e l’algida e tenebrosa cascata di synth e tempi ritmici di “Street Pulse Beat” sono un ultimo disperato tentativo di chiamata alle armi per una generazione giunta a un bivio.

Il secondo album dei Special Interest non è un altro tassello della scena post-punk da inserire con orgoglio in un’ipotetica collezione di dischi, è qualcosa di più del consueto discorrere tra passato e presente, è un nuovo capitolo di quella consapevolezza giovanile che già Throbbing Gristle, Pop Group, Teenage Jesus And Jerks e anche New York Dolls hanno tradotto in musica.
Dopotutto, il primo album della band si apriva con una versione punk/no wave dell’inno scritto da Nina Simone nel 1969 “To Be Young, Gifted And Black”, adottato dal movimento dei diritti civili e perfetta incarnazione della passione e dell’impegno sociale della band americana.
La musica degli Special Interest (nome rubato a un negozio di Dvd e Vhs porno e horror) è l’allestimento sonoro più riuscito e convincente di quella necrosi che ha trasformato la civiltà moderna in un incubo globale e claustrofobico, dal quale si può solo fuggire entrando nell’oscurità di anima e corpo, di sesso e ragione, ma sempre senza rinunciare alla passione.

(26/08/2020)



  • Tracklist
  1. Drama
  2. Disco III
  3. Don't Kiss Me In Public
  4. All Tomorrow's Cary
  5. A Depravity Such As This...
  6. Homogenized Milk
  7. Passion
  8. Head
  9. Tina
  10. Street Pulse Beat
  11. With Love




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