Black Swan

Repetition Hymns

2021 (Past Inside The Present) | ambient-drone, tape-music

In fondo la quarantena, per tanti che hanno dovuto viverla stretti tra le mura di casa, si è trattata di un eterno ritorno dell'uguale, uno schema che si ripete senza alcuna variazione. Certo, non è soltanto a loro che la lunghissima epopea drone di “Repetition Hymns” è destinata, ma chi si è trovato a non avere più cognizione del susseguirsi dei giorni è ascoltatore privilegiato di una collezione che nella ripetizione estrema coglie sorprendenti possibilità di cambiamento. Traguardo di un decennio di studi e approfondimenti sulla manipolazione dei nastri, gli ottanta minuti di questo ultimo album portano il minimalismo del misterioso compositore a individuare una grandeur e una ricchezza di sfumature ancora inespresse, una tavolozza di timbri e ombreggiature che rende finalmente onore agli intenti sinfonici di base. E chi lo ha stabilito che la ripetizione sia per forza sinonimo di noia?

Di certo, in un viaggio così lungo la gestione dei tempi e il senso della variazione si fanno fondamentali, pena l'esasperazione di un concetto che più che incantare finirebbe con l'infastidire. Con un tocco espressivo che si posiziona tra la maestria in decomposizione di William Basinski, l'evanescenza assonnata degli Stars Of The Lid e le camere degli spettri di Caretaker, i nastri imperfetti di Black Swan esplorano un suono imponente, eppure tenue, meditativo, che anche nel minutaggio contenuto dei suoi movimenti premia sempre una studiata lentezza. Nebbiosi commenti di pianoforte, tessiture albeggiate, vibranti crescendo d'archi: le registrazioni catturate dal musicista abbracciano un virtuoso spettro di possibilità, talmente ben congegnato nella sua visione d'insieme che la suddivisione in pezzi appare giustificata soltanto in virtù di una migliore fruizione.

Abissi e galassie, dramma e torpore: con una chiarezza da suite progressiva i vari movimenti inanellano un percorso dall'indefinita, e comunque tangibile consistenza narrativa, che premia il fascinoso lavoro sui loop donando loro uno spessore quasi melodico. È del tutto inutile operare quindi una selezione di passaggi salienti, di segmenti che esprimano significanti particolari. È nel senso dell'interazione, nel giustapporsi delle “vignette” che l'opera trae forza, e il percorso acquisisce rilievo.
Tutt'altro che statica, l'avventura di questi inni alla ripetizione ha semmai rinvenuto una dimensione insolita del concetto, che epopee in così ampia scala sanno celebrare. A sette anni da quel “Tone Poetry” che pose Black Swan sotto i riflettori degli appassionati, i suoi monumenti drone sono più essenziali che mai.

(12/05/2021)

  • Tracklist
  1. Closer
  2. Eternal Return
  3. Electronic Memory No. 1
  4. The Innocence Of Sleep
  5. Miserere
  6. No Tomorrow
  7. New Winds
  8. Perpetual Notions
  9. Empyrean
  10. Rite Of Luna
  11. Luminous
  12. Theory Of Knowing
  13. Rites Of Luna (Reprise)
  14. Evolving Robots
  15. The Space Between
  16. Electronic Memory No. 2
  17. A Ballad For Broken Wings
  18. Grace The Sky
  19. Detachment
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