Cosmo

La terza estate dell'amore

2021 (Columbia, 42 Records) | synth-pop, edm, songwriter

Un parco inverdito dagli alberi, un gruppo di ragazzi già seduti, immersi nella natura, altri che li stanno raggiungendo, una cornice colorata, psichedelica; un'immagine di sana unione, che per lunghissimi mesi è sembrata un'utopia, quasi un sogno, procrastinato sempre più lontano nel tempo.
È questa l'esaustiva istantanea utilizzata da Cosmo per la copertina del suo quarto e improvviso album "La terza estate dell'amore" e, senza troppi giri di parole, il disco giusto al momento opportuno.
La presentazione è avvenuta in modo atipico, manifestandosi a sorpresa in parchi cittadini, case abbandonate e luoghi di aggregazione culturale, messi a dura prova durante la pandemia ancora in corso, tramite semplici installazioni di impianti audio che hanno suonato l'Lp in location accuratamente scelte, fino ad arrivare al Forum di Assago, dove sono stati esposti i celebri bauli simbolo della categoria dei tecnici e di tutti i lavoratori dello spettacolo: la musica torna a rompere il silenzio.

In un periodo storico dove il corpo degli altri sembra essere diventato il nemico numero uno, l'avversario da evitare, ecco che Marco Jacopo Bianchi favorisce il cambio di marcia, come al suo solito, inneggiando all'aggregazione più sfrenata, ma con alcune variazioni rispetto al passato.
Nella stesura del progetto, il cantautore e musicista eporediese si è lasciato travolgere dai suoni, da lui stesso realizzati. Il timone di comando è assegnato all'improvvisazione, all'idea che sgorga dalla libertà delle ispirazioni elettroniche, raggiungendo livelli di ballabilità ancor più spiccati, pur non annoverando in scaletta hit analoghe a "L'ultima festa" o "Sei la mia città" e addirittura rallentando sensibilmente il beat medio delle composizioni.

La testimonianza di questa nuova interessante direzione stilistica, non volta a cercare per forza un trend da classifica, è ben fotografata nella bellicosa "Dum Dum" e soprattutto in "Antipop", brano dove Cosmo formalizza l'intenzione di discostarsi dall'irrefrenabile voglia di conformismo che permea la maggior parte delle attuali proposte mainstream, manchevoli di coraggio nello sporcare il pop: "Tu fai hit/ Io torno vergine".
Forse solo in tracce come "Mango", intrisa di folle esotismo, o nell'invettiva scagliata in "La musica illegale", unico pezzo che può annoverare al proprio interno una strofa e un ritornello (non a caso utilizzato come singolo apripista), si assaporano barlumi del vecchio cosmotronico electro-pop: "La musica è illegale/ Suonare è quasi un gesto da criminale".
La sua peculiare fusione tra techno, post-dubstep e cantautorato moderno, che non dimentica gli stilemi dei grandi del passato, si presenta qui più rarefatta, anche se non mancano brani come "Fresca", inneggiante al Battisti panelliano che si divincola nel più cool dei palchi dancefloor e "Vele al vento", dove scorci del Battiato anni 80 s'intersecano a sonorità clubbing: "Facci perdere l'idea che abbiamo di noi/ Lontano dalle leggi degli uomini/ Senza mappe né padroni".

Senza mai aver avuto la pretesa di stendere testi cesellati da orpelli e ghirigori, il linguaggio di Cosmo è da sempre molto diretto, crudo, a volte nonsense, ma diabolicamente efficace. È così che capitoli più intimi, meno carichi di synth e programmazioni, come "Gundala", sussurrata con la testa sorretta sui gomiti e un pianoforte minimale, "La cattedrale", dove compare addirittura la chitarra acustica, o il dolce folk tribale dalle venature psych che caratterizza "Noi", propongono un Cosmo inedito, più sciolto e ordinato (il suo moniker non mente), probabilmente proiettato verso ulteriori orizzonti.

Cosmo dimostra con "La terza estate dell'amore" che anche in Italia l'intoccabile pop, come forse ci si era da qualche tempo dimenticati, non ha - e non deve - mai sottostare a paradigmi limitativi.
L'artista piemontese conferma le sue grandi doti di manipolatore d'idee e suoni elettronici, infondendo coraggiosamente di ambient e acid-house una struttura che resta a tutti gli effetti cantautorale, confermando l'emancipazione artistica che lo ha da sempre accompagnato, ma mai, prima d'ora, con esito così compiuto.
Dopo la "Summer Of Love" dei 60 e quella dei free party degli 80, Cosmo spalanca le porte su una nuova stagione di necessaria spensieratezza.

(22/05/2021)

  • Tracklist
  1. Dum Dum
  2. Antipop
  3. La Musica Illegale
  4. Fresca
  5. Mango
  6. La Cattedrale
  7. Puccy Bom
  8. Fuori feat. Silvia Konstance Costan
  9. Gundala
  10. Io Ballo
  11. Vele Al Vento
  12. Noi
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