Cult Of Dom Keller

They Carried The Dead In A UFO

2021 (Fuzz Club) | psych-rock, noise, industrial

Che la storia dei Cult Of Dom Keller abbia avuto inizio nella cantina di una cattedrale di Nottingham è probabilmente una leggenda. Che la band inglese non abbia fatto nulla per smantellare quest’aura mistica, creatasi anche grazie alla natura cupa e ossessiva della sua miscela di psichedelia, gothic, industrial-noise e heavy-rock, è invece una realtà ormai consolidata.

Il quinto album della band, “They Carried The Dead In A UFO”, riporta la formazione tra le accoglienti braccia della Fuzz Club, mettendo in mostra una rinnovata energia e una più decisa modalità sperimentale che colloca il gruppo decisamente fuori dal perimetro revivalista della musica psichedelica. Il quartetto festeggia i quindici anni di attività con un disco sconcertante e coinvolgente, incentrato sulla natura dissonante del concetto della morte, dal quale scaturiscono paure ancestrali e morbosa seduzione.

Ryan Delgado, Al Burns, Jason Holt e Neil Masden ancora una volta cambiano pelle, accantonando i riverberi melodici e mistici del precedente album “Ascend”, in favore di sonorità apocalittiche dove convivono splendore e caos. I sette minuti di “Run From The Gullskinna” non lasciano adito a dubbi: distorsioni chitarristiche, accordi maligni di organo e synth, ritmi robusti e squilibri psichedelici, a metà strada tra Spacemen 3 e Godspeed You! Black Emperor, regalano una delle più audaci creazioni del gruppo.
Scardinata l’estetica più tipicamente psych-rock, i Cult Of Dom Keller evolvono la loro peculiare ascesi sonora con i consueti toni monotoni e angusti. Ma questa volta il mantra sonico a base di violenze ritmiche e ossessività strumentali assume dei contorni sciamanici, rituali, tribali, che tolgono il fiato nel’acido industrial-post-punk di “Lyssa”, fino a graffiare con aspre urla di feedback alla My Bloody Valentine/Silver Apples la diabolica e perversa “She's Turning Into A Serpent”.

“They Carried The Dead In A UFO” è senza dubbio l’album più versatile, innovativo ed empatico della band inglese. Perfino seducente, secondo canoni più tipicamente pop, come quelli che animano l’esotico e scintillante amalgama di atmosfere orientali e misticismo tribale di “Infernal Heads”, reso ancor più lucente da un refrain di synth che si confonde con una travolgente esuberanza chitarristica.
“Muoio ogni notte ma rinasco”, canta Neil Marsden in “Cage The Masters”, mentre infinite stratificazioni liberano uno sciame di loop, drone e finte distorsioni psichedeliche che mettono a nudo velleità melodiche, espresse con ancor più nette sonorità quasi ambient nell’oasi meditativa di “Amazing Enemy”, che ben presto si colora di lievi accenni noise/feedback.

A questo punto ci sarebbe già abbastanza materia prima di un certo interesse per confermare “They Carried The Dead In A UFO” come l’album della maturità per i Cult Of Dom Keller, ma la trance psych-kraut e sperimentale di “Psychic Surgery” è pura underground music, e lo swing sixties di “The Last King Of Hell” ripristina vibrazioni garage-rock degne del confronto con il passato: due ulteriori dimostrazioni di vitalità e di autonomia creativa per una band che ha infine trascinato la psichedelia nella caotica era industrial/noise.

(07/09/2021)

  • Tracklist
  1. Run From The Gullskinna
  2. Lyssa
  3. Cage The Masters
  4. She's Turning Into A Serpent
  5. Infernal Heads
  6. Psychic Surgery
  7. Amazing Enemy
  8. The Last King Of Hell




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