Lucy Dacus

Home Video

2021 (Matador) | songwriter, indie-rock

È un ritorno al passato, il viaggio intrapreso da Lucy Dacus in “Home Video”. Fin dalla prima strofa di “Hot & Heavy” veniamo infatti trasportati nei luoghi e nei tempi della sua adolescenza. Le undici nuove canzoni non sono però il risultato di una rielaborazione memoriale fine a stessa o dell’abbandono alla dolcezza di ricordi e illusioni giovanili. La narrazione in prima persona è sempre caratterizzata dalla presenza di una sorta di filtro interposto tra l’io narrante (la Lucy della prima età adulta) e l’io narrato (la Lucy adolescente). Tramite questo accorgimento si instaura un dialogo costante tra presente e passato che permette alla cantautrice di rileggere e riscrivere se stessa. Ci ritroviamo quindi ad ascoltare storie sì ambientate nella Richmond dei tardi anni Zero e dei primissimi anni Dieci, ma imperniate sulle riflessioni di una Dacus ormai pressoché venticinquenne (il disco è stato scritto nel 2019).

In “VBS”, acronimo per “vacation Bible school”, Lucy rivisita in chiave amaramente ironica, senza però avere alcun intento dissacrante o derisorio, i suoi anni da giovane cristiana: “In the summer of ’07/ I was sure I’d go to Heaven/ but I was hedging my bets/ at VBS.” Ma l’affermarsi come “nonbeliever”, come cantava già in “Historian” nel 2018, comporta la perdita dei propri riferimenti e l’infittirsi di un’oscurità che potremmo definire esistenziale: ora, infatti, “the dark feel darker than before”. La mente allora vaga disperatamente in cerca di risposte riguardo le ragioni del nostro passaggio sulla Terra e impedisce l’incontro con il sonno. L’unico modo per acquietarsi sembra consistere nel farsi martellare le interiora dagli Slayer, con la speranza di trovare una conferma d’essere realmente vivi in qualche reazione umorale e fisiologica alla furia della band thrash metal. E come succedeva in “Night Shift”, anche in “VBS” giungono improvvise le urticanti distorsioni chitarristiche, instaurando così un’efficace corrispondenza tra musica e parole.

Ma per quanto l’adolescenza e la giovinezza possano a volte sembrare buie, desolanti, contradditorie, sono anche caratterizzate dai brividi amorosi. L’amore, ritratto nelle sue svariate sfaccettature, è pertanto un tema centrale in “Home Video” e in questi undici brani vengono rappresentati le prime esperienze sessuali, gli appuntamenti innocenti alle luci del tramonto, i maldestri camuffamenti della propria età, le cocenti delusioni e le dure batoste da breakup. Ma è un amore non solo inteso come passione erotica, ma anche come philía, come amicizia, che è la protagonista assoluta nella breve e delicata “Christine” e nella devastante “Thumbs”, ballata impalpabile e rarefatta posta al centro dell’album. Entrambe le canzoni si fondano su una sorta di sacrificio in nome dell’amicizia, ma laddove nel primo caso questo si concretizzerebbe solamente in una imbarazzante obiezione pubblica durante un matrimonio che si sarebbe dovuto evitare, nel secondo la protagonista arriva a formulare fantasie omicide verso il padre insensibile della propria amica che continua a causare a quest’ultima solo sofferenza.

I would kill him
if you let me
I would kill him
quick and easy

 E ancora:

I imagine my thumbs on the irises
pressing in
until they burst

Nonostante questi episodi tetri e disperati, aleggia in tutto l’album un senso di leggerezza inedito per il repertorio della Dacus, sicuramente dovuto a un’attenta cura degli arrangiamenti e all’immediatezza delle linee melodiche. Sia nei più semplici quadretti acustici (“Cartwheel”, “Going Going Gone”), sia nella verve del rock sintetico di “Brando” e “First Time”, sia nell’elaborato climax della lunga “Triple Dog Dare”, la musicista dimostra tutta la sua maturità nel riuscire a trovare sempre la linea vocale incisiva, spesso in perfetta sintonia con il ritmo dei suoi versi e delle raffinate figure retoriche legate all’aspetto fonico del testo (principalmente assonanze e consonanze e qualche paronomasia). Dopo “Punisher” e “Little Oblivions”, “Home Video” si dimostra dunque essere un altro centro pieno per le boygenius che sembrano davvero destinate a segnare in maniera indelebile il cantautorato indie-rock statunitense. E, forse, il meglio deve ancora arrivare.

(25/06/2021)

  • Tracklist
  1. Hot & Heavy
  2. Christine
  3. First Time
  4. VBS
  5. Cartwheel
  6. Thumbs
  7. Going Going Gone
  8. Partner In Crime
  9. Brando
  10. Please Stay
  11. Triple Dog Dare




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