Phoebe Bridgers

Punisher

2020 (Dead Oceans) | alt-folk, rock, pop

Non era passata inosservata la forte personalità di Phoebe Bridgers nell’esordio del 2017, “Strangers In The Alps”. La capacità narrativa della cantautrice americana, accompagnata da una scrittura decisa e originale, si è subito contraddistinta per un’arguta e affilata attenzione al dettaglio e all’ambiguo fascino del dolore.
Il carattere spigoloso e vulnerabile della musica di Phoebe Bridgers ha evocato, in un solo attimo, l’intensità poetica di Elliott Smith e Mark Kozelek; il tutto incorniciato da una sensibilità femminile che ha il dono di mescolare candore emotivo e senso della tragedia.

Il sussurro del violino che graffia i pochi accordi sotterranei di “Dvd Menu” è il primo passo nell’oscuro e inquieto racconto dell’apocalisse generazionale che è al centro di “Punisher”, un progetto ancor più ambizioso e maturo del già notevole esordio.
Non è solo quel tono colloquiale simile a un sussurro che giace nei cupi e solitari accordi minimali della chitarra di “Garden Song”, o il brivido surreale folk-noir tinto di jazz della macabra storia di morte e depressione di “Halloween”, a lasciare senza fiato, ma anche la prestanza sonora della tagliente storia d’amore e morte di “Kyoto”, un refrain tra i più riusciti della stagione, contornato da un tripudio di fiati che dall’oscurità si aprono verso la luce.
Quel che rende speciale la musica di Bridgers è un’affabilità emotiva che non ha eguali: dove altri osano lei si muove con naturalezza, dove molti cedono al languore lei resta sagace, nei meandri più complessi cattura quell’intuizione che desta meraviglia, e non soggiace alla semplicità impadronendosi dei segreti del songwriting.

Questa creatività molteplice alla fine mette a fuoco un piccolo classico contemporaneo: ogni canzone ha una struttura armonica capace di resistere alla semplificazione acustica. L’atmosfera apocalittica di “ICU” (ovvero I See You) è ancorata al superbo arrangiamento, ma la drammatica natura intrinseca è difficile da scalfire, e non è facile immaginare una grazia fragile e rigogliosa come quella descritta in “Graceland Too”, o una malinconia più lancinante e solitaria di quella della title track.
Anche questa volta Conor Oberst viene in soccorso dell’amica Phoebe, ma non è l’unica eccellenza contemporanea presente in “Punisher”, tra gli altri appaiono Julien Baker, Lucy Dacus, Nick ZinnerBlake Mills, Jenny Lee Lindberg, Nate Walcott, Marshall Vore e Harrison Whitford.

Gli arrangiamenti di “Punisher” sono come arazzi, tra arpeggi di chitarra, un canto ora bisbigliato ora granitico, ronzii di synth e frattali noise e allusioni oniriche. Sono tasselli di una musicalità in bilico tra il surreale e il reale, ed è quella catturata egregiamente dalle note della fantasiosa “Chinese Satellite” e dalla vicendevole poetica solitaria di “Moon Song”, due modi diversi di raccontare la fuga verso il sogno e verso altri mondi.
Guai però a pensare a “Punisher” come un antidoto al dolore e alla sofferenza: i testi sono spesso aspri, violenti e sinceri, il fascino delle canzoni di Phoebe Bridgers è distopico; amore e disordine sono la costante dei racconti, una storyline che la già citata “ICU” anticipa e che “I Know The End” corona con una delle canzoni più ambiziose e coinvolgenti del cantautorato femminile odierno.

"La fine è vicina", mi sono girata, non c'era niente lì, sì, immagino che la fine sia qui”parole che suonano malinconiche e violente così come il furioso crescendo del brano, che da sonorità aspre come il deserto si evolve verso un'invocazione solitaria; il violino prende per mano quella che la stessa autrice ha definito una grande canzone metal, un caos sonoro anticipato da un’altra splendida incursione dei fiati e da un’energia liberatoria che sfiora l’ascesi verso l’apocalisse. Ma è solo una rinascita, una farfalla tornata crisalide che ha ripreso sembianze affascinanti e ammalianti, i cui colori e sfumature erano finora ignoti.
E’ nata una nuova specie di cantautrice e Phoebe Bridgers è la madre regina.

(03/07/2020)



  • Tracklist
  1. DVD Menu
  2. Garden Song
  3. Kyoto
  4. Punisher
  5. Halloween
  6. Chinese Satellite
  7. Moon Song
  8. Savior Complex
  9. ICU
  10. Graceland Too
  11. I Know The End




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