Luke Haines

Setting The Dogs On The Post Punk Postman

2021 (Cherry Red) | alt-pop

E’ da un po’ di tempo che non parliamo di Luke Haines, esattamente dal notevole “9 ½ Psychedelic Meditations On British Wrestling...” del 2011, ma non perché l’ex-Auters e Black Box Recorder sia rimasto fermo al palo, anzi: una copiosa produzione ne ha tenuto saldo lo status di cult artist e di commediografo art-pop.

A onor di cronaca, album come “Rock And Roll Animals” e “Smash The System” meriterebbero un recupero e una rivalutazione critica, vuoi per le sarcastiche parabole su musicisti e attori (tra i titoli delle canzoni “Bruce Lee”, “Incredible String Band”, “A Badger Called Nick Lowe”, “Marc Bolan Blues”), vuoi per le acute intuizioni pop barocche e genuinamente rock’n’roll poste a colonna sonora delle provocazioni di Haines.
Il nuovo disco, “Setting The Dogs On The Post Punk Postman”, ribadisce l’anarchico immaginario del musicista, mettendo a segno il titolo più intelligente dell’anno: un’autentica provocazione nei confronti della critica e della barbara usanza di scandire con rinnovate terminologie l’evoluzione della musica pop-rock.

Non entro nel merito dell’affermazione di Haines (il post-punk non esiste, dal punk siamo passati alla new wave), ma non posso che rallegrarmi dell’imprevedibilità e della prosperità di questo nuovo diario del politicamente scorretto. Non solo è l’album dai contenuti lirici più forti da molto tempo a questa parte, ma è anche musicalmente il più incisivo, eccentrico e imprevedibile.
Una canzone sulle zucche assassine (“Yes, Mr. Pumpkin”), un’altra sul regista Shuji Terayama (“Two Japanese Freaks Talking About Nixon And Mao”) e una su un viaggio in autobus con Ivor Cutler (“ Ivor On The Bus”) sono già sufficienti per sentirsi proiettati in quella terra di mezzo della psichedelia che da Syd Barrett passa per Ivor Cutler e Vivian Stanshall e arriva a Robin Hitchcock. Solo che Haines questa volta gioca pesante, tirando fuori dal cappello storie che raccontano di spaventapasseri (“When I Owned The Scarecrow”) o della sessualità degli zombie (“I Just Want To Be Buried”).
Non è dato sapere a chi si riferisca la frase inserita all’interno di “Ivor On The Bus” , "Adesso sono il mostro, nessuno vuole sedersi accanto a me”, certo è che Luke non indugia nel mettere in prima fila le personali icone dell’era punk e wave, citando nella title track Throbbing Gristle e Swells Maps, attirandosi ulteriori nemici/amici.

Come sopra accennato, questa volta alle sempre lucidi intuizioni liriche, corrisponde un set di canzoni potenti, lussuose, spiritose e commoventi. L’eclettismo di Haines si è in parte liberato di alcune gabbie concettuali che, se garantivano ad alcuni dei dischi precedenti una certa coerenza, d’altro canto ne limitavano l’efficacia. La sensualità di un brano come “Never Going Back To Liverpool” rimanda alla grandeur degli Auters; nello stesso tempo "U-Boat, Baby” ricandida il musicista come erede di Marc Bolan, mentre il folk psichedelico di “When I Owned The Scarecrow” e “Landscape Gardening” agita una serie di ricordi e di sensazioni difficili da racchiudere in poche parole.
Luke Haines resta fedele alla sua personale avversione per gran parte di quella che viene definita pop music, confermando invece la stima per Peter Buck, con il quale ha condiviso il precedente album e che qui ricompare a partire dalla notevole ballata che apre l’album “Ex Stasi Spy”.

Colpo da maestro è senza dubbio la caotica e catartica title track, un insieme di intuizioni pop degne dei 10cc, di Andy Partridge e dei Fall, gettate nel fuoco del noise-rock, ennesima conferma del tono non confortevole e mai ruffiano di un artista dal tocco irriverente e a volte perfino cacofonico. Insomma, quello di cui abbiamo bisogno per continuare a credere nel rock’n’roll.

(20/05/2021)

  • Tracklist
  1. Ex Stasi Spy
  2. U-Boat, Baby
  3. Never Going Back To Liverpool
  4. When I Owned The Scarecrow
  5. Ivor On The Bus
  6. Yes, Mr. Pumpkin
  7. Two Japanese Freaks Talking About Nixon And Mao
  8. I Just Want To Be Buried
  9. Andrea Dworkin's Knees
  10. Landscape Gardening
  11. Setting The Dogs On The Post Punk Postman




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