Lo hanno affermato Colapesce e Dimartino nel tormentone presentato al Festival di Sanremo di quest’anno, che li ha proiettati improvvisamente verso una notorietà finora insperata: c’è bisogno di musica leggera in questo periodo tanto complicato. Ma poi il Festival lo hanno vinto le chitarre dei Maneskin, a dimostrazione che in tempi di isolamento e restrizioni le persone hanno bisogno di scosse, di energia, di elettricità e di chitarre. I Ministri sembra proprio che abbiano percepito questa esigenza, rappresentando la necessità di urlare con passione e irruenza i propri messaggi.
“Cronaca nera e musica leggera” è un progetto che dimostra una grande coerenza interna: quattro nuove composizioni con un’anima comune, ruvide e intense, in grado di riportare la band ai suoi episodi più diretti, all’incomprimibile foga degli esordi. Probabilmente non sono le uniche scritte in questo periodo di emergenza, ma sono senz’altro quelle che stanno bene assieme, figlie di un’urgenza espressiva che riporta il trio a una forma quasi primordiale. Così si sentono oggi i Ministri, e così vogliono apparire, per scuotere l’ascoltatore e trascinarlo con veemenza verso quel ritorno alla normalità ormai da tutti auspicato.
I primi 42 secondi di “Peggio di niente” sono il miglior incipit possibile, una centrifuga di suoni, un cortocircuito che genera una forza incontenibile, simile a quella impressa dai primi Fast Animals And Slow Kids (e si comprende da dove vengono i FASK), con i quali condividono da sempre la medesima esigenza di vomitare suoni e pensieri verso il resto del mondo. Il formato ridotto contribuisce a rendere il tutto essenziale, senza inciampi, senza troppi giri di parole, picchiando duro, evitando qualsiasi concessione alla morbidezza. Per quella ci saranno altre occasioni. Menzione dovuta per il packaging prescelto, che omaggia l’estetica di alcune collane edite dalla casa editrice Einaudi, rese indimenticabili dal progetto grafico di Bruno Munari.
16/05/2021
Vai alla scheda artista
Spirito punk e desolazione esistenziale nel secondo album della band milanese
Fra rock rabbioso e morbide ballad, il quarto lavoro del trio milanese
Il quinto lavoro del trio milanese conferma il consueto mix di dolcezze e asperità
E' una band rigenerata quella che affronta il traguardo del sesto album, di nuovo ai livelli dei momenti migliori
Rabbia, energia, ma anche frangenti di morbidezza nel disco del trio milanese concepito fra lockdown e restrizioni
Pronti per una nuova battaglia: fra consumismo e disillusione il trio milanese confeziona un manifesto sugli stati d'animo della Generazione Y
Abbiamo seguito una delle due date nella Capitale del tour a supporto di "Aurora popolare"
Tappa nella capitale per il vibrante tour a supporto di "Cronaca nera e musica leggera"
Tour celebrativo per festeggiare i dieci anni dell'esordio "I soldi sono finiti": il resoconto delle due serate romane
Una decisa svolta creativa per il chitarrista dei Radiohead
Un disordinato ma trascinante mix di psych-pop, funky-rock, soft-soul e southern-rock
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop
Un folk pastorale e toccante segna le canzoni del quarto album del musicista dello Yorkshire
Luce e commozione tornano ad irradiarsi dal verbo ambient di Matthew Cooper